LA MANIFESTAZIONE

A Venezia le Marine militari tornano a parlarsi su crisi regionali, migranti e leggi del mare

Tra chi opera a livello militare o economico con il mare c’è l’esigenza di scambiarsi informazioni e riflettere sul futuro della marittimità. «Questo non vuole dire che non ci siano differenze che restano – sottolinea il capo di Stato maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone – ma il solo fatto di mettere allo stesso tavolo i rappresentanti delle Marine americana, russa e cinese è già un risultato importante»

di Gerardo Pelosi


default onloading pic
(foto Marina Militare)

3' di lettura

Il capo di Stato maggiore della Marina turca era stato invitato e aveva anche confermato la sua presenza al XII Regional Seapower Symposium che si è aperto oggi, 16 ottobre, a Venezia. La crisi siriana e i venti di guerra nel Mediterraneo orientale con le operazioni militari turche in corso lo hanno costretto a rimanere in Patria. Ciò che non è avvenuto per altre 56 Marine Militari (34 rappresentate a livello dai Capi di Stato maggiore come per quella americana) e 16 organizzazioni che operano nel settore marittimo civile (come Confitarma, Federpesca ecc,).

«È un’iniziativa che sta riscuotendo sempre maggiore interesse – spiega a Il Sole 24 Ore il capo di Stato maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone – quest’anno a fronte degli stessi inviti agli stessi soggetti abbiamo riscontato un aumento delle presenze del 20% rispetto all’ultima edizione di due anni fa».

Tra chi opera a livello militare o economico con il mare c’è infatti l’esigenza di scambiarsi informazioni e riflettere sul futuro della marittimità. «Questo non vuole dire che non ci siano differenze che restano – aggiunge Cavo Dragone –ma il solo fatto di mettere allo stesso tavolo i rappresentanti delle Marine americana, russa e cinese è già un risultato importante».

Nata in Italia la rete per i dati sul traffico marittimo
Rientra in questo quadro il lavoro per allargare la rete di dati sul traffico marittimo civile e militare lanciata su iniziativa italiana, il Virtual Regional Maritime Traffic control cui aderiscono 24 Paesi che si sta estendendo anche al di fuori del Mediterraneo per coinvolgere Marine come quella brasiliana e, da ultimo, quella pakistana. «È un meccanismo di condivisione rapida delle informazioni sulle unità che navigano – spiega Cavo Dragone – che consente di ridurre le minacce di vario genere, dal terrorismo al traffico di armi, droga ed esseri umani individuando subito le navi in transito già prima che entrino nel Mediterraneo». Concetti espressi anche dal Capo di Stato maggiore della Difesa generale Enzio Vecciarelli secondo il quale «mari e oceani aperti, sicuri e liberi, restano la condizione necessaria per uno sviluppo sostenibile e legittimo delle nostre nazioni, delle nostre comunità e delle nostre economie. Sistemi multi-ruolo, a pilotaggio remoto, sfruttamento ragionato di nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale per la gestione dei big data offrono – ha aggiunto Vecciarelli - opportunità sconfinate nel settore marittimo».

I droni di Finmeccanica sul Mediterraneo a novembre
Al simposio di Venezia erano presenti anche Finmeccanica e Fincantieri che operano nel settore dei sistemi di difesa e comando e controllo oltre che nella cantieristica. L’amministratore delegato di Finmeccanica, Alessandro Profumo ha illustrato il ruolo di partner tecnologico nel settore navale del gruppo. «Grazie al nostro cliente nazionale, le Forze armate italiane, e in particolare la Marina italiana - ha precisato Profumo - negli anni siamo riusciti a innovare e sviluppare competenze e tecnologie di eccellenza, che hanno avuto successo in Italia e nei mercati esteri. Oltre 70 marine in tutto il mondo hanno scelto le soluzioni di Leonardo per equipaggiare più di 100 unità navali, sia in collaborazione con il campione nazionale Fincantieri, con cui abbiamo una solida partnership, sia con cantieri navali internazionali». Profumo ha anche illustrato il programma transeuropeo Ocean 2020 annunciando che le dimostrazioni degli elicotteri senza pilota (droni) “Hero” e “Solo” avverranno alla fine del prossimo mese.

Bono (Fincantieri): diventare campioni europei
L’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono ha insistito sulla necessità di proseguire il cammino della cosiddetta “flotta verde” perché le unità militari rispettino i criteri della sostenibilità. Bono ha ricordato che «da tempo Fincantieri ha avviato una progettazione ecosostenibile, con processi che perseguono come obiettivo il contenimento dell’impatto ambientale durante tutto il ciclo di vita delle navi, sempre più “dual use”, come i pattugliatori polivalenti d’altura che stiamo costruendo per la Marina italiana, dotati di un sistema di propulsione che risponde alle più stringenti normative ambientali». Bono sollecita anche un percorso di consolidamento per essere davvero «campioni europei». Ma ancora non è chiaro se questo obiettivo si debba raggiungere con azioni sull’estero o sull’interno con eventuali fusioni con Leonardo.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...