Mense  INNOVATIVE

A Venezia nasce Humus l’hub gourmet nel campus universitario per studenti e smart worker

Negli spazi dello studentato Camplus ha aperto hum.us, un “affinity food space” per l'aggregazione degli studenti e della comunità cittadina. Quello di Venezia è un progetto pilota che potrebbe essere sviluppato in altre città italiane in Europa

di Giabattista Marchetto

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Negli spazi dello studentato Camplus ha aperto hum.us, un “affinity food space” per l'aggregazione degli studenti e della comunità cittadina. Quello di Venezia è un progetto pilota che potrebbe essere sviluppato in altre città italiane in Europa


3' di lettura

Il campus universitario diventa luogo di incontro con l'esperienza gastronomica d'eccellenza e lo spazio di co-working diventa anche una “mensa fast gourmet”. È questo il modello che Camplus - primo operatore di housing per studenti in Italia, con residenze universitarie anche a Bologna, Catania, Firenze, Milano, Palermo, Roma, Torino e Pamplona - ha sviluppato come progetto pilota nella sede di Venezia con il fine di promuovere l'aggregazione fra universitari e lavoratori.

Un hub aperto alla città

Il progetto hum.us (www.humus.space) nasce vicino all'Università Ca' Foscari, nella residenza Camplus Venezia Santa Marta che ospita 650 studenti, e si basa su un concetto di ristorazione innovativo sviluppato dalla società di consulenza Idea Food & Beverage. Non è infatti una semplice mensa universitaria, ma un “affinity food space”, un hub gastronomico nel quale gustare piatti realizzati sul momento da artigiani e professionisti del food e allo stesso tempo un'aula studio e uno spazio di co-working. Con 400 metri quadri di superficie, lo spazio è infatti pensato per esser aperto a tutta la città e per consentire agli studenti di aggregarsi con i cittadini, scambiare idee e passioni anche nelle sale riunioni e negli spazi esterni.La particolarità del “ristorante” non sta solo nella polifunzionalità, ma anche sulla filosofia di base: gli spazi della struttura, i piatti, le dimensioni delle porzioni, il packaging, le materie prime utilizzate non saranno sempre le stesse, ma cambieranno nel tempo grazie all'apporto dei clienti grazie a un sistema di feedback istantaneo pensato per raccogliere i desideri degli avventori- in particolare dei giovani appartenenti alle cosiddette generazioni X e Z. Sono previsti inoltre contest che permetteranno ai ragazzi di esprimere la propria creatività, allestendo e firmando alcune parti degli spazi.

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Uno chef in “mensa” e ospiti artigiani gourmet

A guidare la cucina è lo chef Cristian Scarpa (già al Laguna di Pellestrina e al Pachuka del Lido di Venezia) e la gestione è in mano ai giovani Michele Pasotti e Alberto Vianelli. Il progetto hum.us punta però ad essere anche un incubatore di nuove idee e (Covid permettendo) sono previste attività di “apertura” e incontro con artigiani e produttori di sapori: da Lorenzo Busetto che ha inventato la cozza di Mitilla a Pellestrina a Enrico Meschini della torrefazione livornese Le Piantagioni del Caffè, da Ivano Astesana del Birrificio della Granda nel Cuneese al boulanger francese David Bedu, dal maestro pastaio Raimondo Mendolia a Giovanni Minnelli del caseificio d'eccellenza Malandrone 1477 e Peppe Zullo, capostipite della cucina vegetariana e ortolana pugliese. Questi incontri saranno utili a creare un legame diretto tra gli ospiti della struttura e chi, con passione e dedizione, crea prodotti artigianali di qualità. «Camplus ci ha chiesto di immaginare un modello innovativo e aperto per gli spazi condivisi dagli studenti ospiti a Venezia – chiarisce Federico Menetto di Idea Food & Beverage –. Attorno a questo polo gravitano circa 650 ragazzi, per il 70 per cento stranieri e questo significa avere una bella community di giovani, alle cui tendenze ci siamo ispirati. Ecco allora hum.us come luogo di esperienze autentiche, di incontro e confronto culturale, di valori e di sapori veri che le generazioni precedenti hanno salvato dalla scomparsa. La proposta è fast e gourmet allo stesso tempo, ma arricchita da un contesto in cui accadono delle cose belle».Venezia dovrebbe esser il progetto pilota di un format che potrebbe essere sviluppato in tutte le sedi Camplus in Italia e in quelle di prossima apertura in Europa.


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