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A Verona è derby nel centrodestra: lo «sceriffo» Tosi sfida il sindaco Sboarina. E l’ex calciatore Tommasi tenta l’impresa

Forza Italia sostiene l’ex sindaco ed ex leghista Flavio Tosi (appoggiato anche da Italia Viva), mentre Fdi e Lega puntano alla rielezione del primo cittadino uscente Federico Sboarina. Il civico Damiano Tommasi (ex centrocampista del Verona e della Roma) cerca di imporsi sostenuto dal centrosinistra “largo”

di Andrea Gagliardi

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3' di lettura

Una sfida tutta interna al centrodestra (al governo della città da venti anni), con un outsider “civico”, sostenuto da un “campo largo” di centrosinistra, pronto ad approfittarne per arrivare al ballottaggio. Sono questi gli ingredienti essenziali della competizione elettorale a Verona per le amministrative del 12 giugno.

Centrodestra diviso tra Sboarina e Tosi

I candidati “forti” che si contendono la poltrona di sindaco sono tre. Il centrodestra è scosso da una guerra intestina. Forza Italia sostiene l’ex sindaco ed ex leghista Flavio Tosi (appoggiato da nove liste, tra queste Italia viva), mentre FdI e Lega, puntano alla rielezione del primo cittadino uscente Federico Sboarina (sostenuto da sei liste), eletto nelle fila della Lega e approdato un anno fa in Fratelli d’Italia.

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L’outsider Tommasi

Il ritorno di Tosi è un fattore di disturbo molto temuto dal centrodestra, che può favorire indirettamente l'outsider, Damiano Tommasi (sei liste a sostegno). Ex centrocampista del Verona e della Roma, già presidente del sindacato calciatori, Tommasi tenta l’impresa sostenuto dal centrosinistra “largo” in un asse che ha unito Pd e M5S. E in questo caso persino Azione di Carlo Calenda. Lo fa rivendicando il suo profilo civico, senza tessere di partito, tanto da disertare le uscite in pubblico con Letta e Conte quando i due leader hanno fatto tappa in città. Il suo obiettivo è arrivare al ballottaggio in testa. E questo, in una città storicamente di centrodestra, sarebbe già un ottimo risultato. Del resto la sfida al secondo turno, dicono i sondaggi, sarebbe apertissima.

Pronostici aperti

Si stima infatti che il peso attuale dei tre candidati sia tra il 28% e il 35%. Tutti e tre sotto il 40. La chiave della partita già si sa: bisogna capire chi va al ballottagio e con chi. Dopodiché, davvero, può succedere di tutto.

La faida nel centrodestra scaligero

La partita che si gioca a Verona è resa più complicata dai risvolti personali che si intrecciano con le decisioni maturate sul territorio. Quando dal 2007 al 2012 Tosi fece il suo primo mandato da sindaco, Sboarina era il suo assessore allo sport. Anni dopo tra i due sono volati gli stracci, quando nel 2017 Sboarina venne eletto primo cittadino dopo avere battuto al ballottaggio Patrizia Bisinella, ovvero la moglie di Tosi, che ora vuole “riprendersi” la città.

Le priorità dei candidati

Sboarina punta sulla continuità:«Dopo il Covid la città si è ripresa velocemente - dice-. I turisti stanno già tornando. E siamo pure riusciti a ottenere, grazie al governatore Luca Zaia, la finale dei Giochi olimpici invernali del 2026, oltre all’apertura delle Paralimpiadi». Tosi si presenta come portabandiera di un centrodestra pragmatico e moderato. Le sue priorità sono nuovi cantieri, turismo, cultura e soprattutto sicurezza. Non a caso ha rispolverato la sua fama di «sceriffo» («Mi avevano soprannominato “lo sceriffo” perché sono efficace nel combattere violenza e degrado - ha dichiarato qualche giorno fa -. Sono un cacciatore e detengo regolarmente armi: ho tre fucili, una carabina e quattro pistole»). Nel programma di Tommasi spiccano invece sviluppo sostenibile, giovani e ambiente. Oltre a un’attenzione particolare al tema dell’istruzione, dal momento che da dieci anni gestisce un istituto scolastico ispirato a don Milani.

Test nazionale

Verona è anche un test nazionale. Non a caso qui sono scesi anche i leader di partito. A sostegno di Sboarina il 3 giugno ha fatto capolino il segretario del Carroccio Matteo Salvini. «C’è una Lega che governa questa città bene - ha detto - e ha portato in dote ai veronesi l’alta velocità, i contributi per la Fiera, per l’aeroporto. Sono contento di quello che abbiamo fatto con Sboarina nei passati cinque anni, e ci siamo visti prima in comune per parlare di quello che faremo nei prossimi cinque». Ma a fine maggio è stato in città anche il segretario dem Enrico Letta, che su Verona ha investito. «L’entusiasmo - ha detto - sta crescendo e la gente sta capendo che a Verona c’è bisogno di guardare avanti. Tommasi sarà un sindaco civico, ma sostenuto da una grande coalizione fatta di tanti partiti, persone, idee».

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