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A Verona, uno store che investe e scommette sui brand dei giovani talenti

Emergenti, classici della moda e riletture di grandi nomi si fondono in uno spazio che viaggia a due velocità.

di Lisa Corva

3' di lettura

Macondo non è solo il villaggio immaginario e utopico di Cent'anni di solitudine, il libro leggendario di Gabriel García Márquez, ma è anche uno store super-contemporaneo a Verona. Ce lo racconta Manuel Marelli, head of buying. «Tutto nasce nella nostra 247 milanese, che è insieme una fashion company e uno showroom. Qui abbiamo deciso di dare spazio a giovani stilisti, nuovi creativi della moda, a volte anche investendo nei brand, che poi proponiamo in negozio. Lo facciamo seguendo da vicino Central St. Martins, la scuola di moda di Londra, con l'hub di nuovi talenti Child, insieme al loro 1 Granary». Qualche esempio di nuove energie? «Andrea Adamo con il suo Adāmo, che in tre stagioni, nonostante il Covid, sta andando molto bene. Vuole vestire le donne – e gli uomini – del mondo; rendere la maglieria più inclusiva come taglie, corpi e colore. Ma anche sexy. Agender, se vogliamo: quello che gli interessa, però, è soprattutto la libertà».

Altri nomi interessanti? «ChopoVa Lowena, il brand giocoso di due ragazze a Londra: Emma Chopova e Laura Lowena, un mix colorato di folk (soprattutto bulgaro) e sportswear. E Nensi Dojaka, 28 anni, londinese di origini albanesi, diplomata alla Central St. Martins, che sta vincendo un sacco di premi, l'ultimo è LVMH Prize, ed è sostenuta da Alessandro dell'Acqua per cui ha disegnato una capsule. Partita dalla lingerie, la “rivolta” e la porta all'esterno. Sensuale e provocante, piace forse anche perché dopo i lockdown – e dopo mesi di abbigliamento sempre e

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forzatamente comodo – vogliamo pezzi semplici, ma nella loro linearità molto sexy». Per la stagione che arriva Marelli segnala anche Blumarine: «Un grande ritorno, grazie al restyling di Nicola Brognano: piaceranno, posso scommettere, i cardigan di allora, anni Duemila, ma stavolta in colori pastello e con il collo di ecopelliccia».

In negozio ci sono anche brand classici, come Maison Margiela, o Marni. «Dalla prossima primavera abbiamo reinserito Vivienne Westwood, perché ci interessa l'heritage di un brand. Magari reinventato, come fa Francesco Risso per Marni, con i maglioni in mohair coloratissimi e rigati: per uomo o donna, indifferentemente». Passando agli accessori, «ci piacciono le borse di Medea, disegnate dalle gemelle Giulia e Camilla Venturini: shopping bag in pelle, colori shocking per la primavera estate. Per le scarpe, Totême, lanciato a Stoccolma da un'ex influencer, Elin Kling, che con il marito Karl Lindman ha creato il proprio brand, di gusto molto scandinavo. Poi Marsèll: scarpe di qualità altissima, fatte a mano nella Riviera del Brenta». Fra i gioielli, si segnalano quelli di Sophie Buhai: in particolare i suoi hoop earrings, piccoli orecchini a cerchio.

Macondo, però, è da scoprire anche come negozio: «Ci siamo affidati all'agenzia creativa danese Moon: hanno studiato il concept, il nuovo logo e l'immagine. Ci erano molto piaciuti i loro progetti, da Ganni a Rimowa. Poi certo, abbiamo aperto a dicembre 2019 e chiuso a inizio marzo 2020, con il primo lockdown… Ma adesso stiamo andando a velocità supersonica». Un indirizzo del cuore, a Verona, è «la Locanda di Castelvecchio, un ristorante storico: si entra nelle boiserie di quella che nel Settecento era una farmacia. Io ho girato il mondo, ma trovo questo vecchio stile intatto, potente, molto interessante». Come del resto nel negozio: due velocità.

Abito in mixdi stampe, con cintura applicata, CHOPOVA LOWENA (1.320 €).

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