oggi L’INCONTRO

A Versailles Putin e Macron cercano un’intesa

di Antonella Scott

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3' di lettura

“La Russia si è sempre sentita, ancora si sente parte organica dell'Europa”, disse Vladimir Putin a Parigi, nell'ottobre 2000. Emmanuel Macron vorrebbe ripartire da qui, anzi da più indietro ancora. Dai giorni in cui Pietro il Grande si fermò all'hotel Lesdiguières in rue de la Cerisaie, e quando il piccolo Luigi XV andò a incontrarlo, lo zar lo sollevò per abbracciarlo, facendo scalpore: nessuno aveva il diritto di toccare il re, sia pure un bambino di sette anni…”Porto la Francia intera tra le mie braccia!”, disse Pietro.

Oggi Putin e Macron trascorreranno la giornata insieme a Versailles. Se, contrariamente a ogni aspettativa, troveranno un modo per intendersi, il merito sarà dunque di Pietro il Grande. L'invito del presidente francese, che ha colto l'occasione del 300° anniversario della visita dello zar che condusse alla firma di un trattato di amicizia e alleanza tra Russia e Francia, è venuto molto prima di quanto si sarebbe potuto supporre: le premesse non erano certo favorevoli a questo incontro. L'autunno scorso, sotto la presidenza di François Hollande, Putin annullò una visita a Parigi dopo che l'ospite ne mise in dubbio l'utilità. Erano i giorni del bombardamento su Aleppo, un crimine di guerra per Macron. E questo era l'unico tema che Hollande si disse disposto ad affrontare con il presidente russo.

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Poi venne la campagna elettorale, in cui Mosca prese apertamente le parti di François Fillon e di Marine Le Pen, ricevuta al Cremlino da Putin a fine marzo. Mentre l'accusa di interferenze e attacchi informatici avvelenava i rapporti con la campagna elettorale di Macron che un tabloid russo, la Komsomolskaja Pravda, descrisse come “uno psicopatico”, infarcendo l'articolo con allusioni a una presunta omosessualità. Allora Macron rispose dichiarando di non essere tra quelli che si fanno affascinare da Putin, di cui disse di non condividere affatto i valori.

Ora il neopresidente francese assicura che avrà “un dialogo esigente” con Putin sull'Ucraina, e che non farà concessioni. Ma nello stesso tempo, così come ha ripetuto al G7 di Taormina, Macron sembra convinto che non sia possibile trovare una soluzione alla guerra in Siria senza i russi. E' la linea indicata nei giorni scorsi anche dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni: se i Paesi presenti al G7 hanno confermato le sanzioni contro la Russia finché non sarà sciolta la crisi ucraina, spetta a Macron iniziare finalmente a esplorare la possibilità di uno sblocco dell'impasse. Passando magari proprio per la Siria.

Non è certo il primo tentativo, ma Macron accoglie Putin con uno spirito nuovo, dimostrando forse di aver capito meglio di altri la mentalità dell'ospite. Lo scenario di Versailles non è stato scelto a caso. Come scrivono i media francesi, Macron prosegue la presentazione di sé sulla scena internazionale nel chateau simbolo della potenza francese, come a non volersi mettere in posizione di inferiorità. Ma Versailles è anche luogo associato alla diplomazia, alla firma di trattati internazionali, a una grandeur che l'Eliseo ha abilmente deciso di condividere con l'ospite russo.Putin e Macron visiteranno insieme al Grand Trianon la mostra “1717: uno zar a Parigi”. “Il più grande ospite straniero che Parigi abbia mai avuto”, scriveva lo storico Alfred Nicolas Rambaud.

In un contesto politico tremendamente delicato, il viaggio dello zar che voleva aprire la Russia al mondo servì a porre le basi di un'attrazione reciproca con la Francia, e ad avvicinare la Russia all'Europa: a Versailles non mancheranno gli spunti per ispirare anche oggi un rapporto migliore. Attraverso la visita congiunta, scrive l'Eliseo, “l'idea è sottolineare la lunga durata e la profondità dei legami” tra russi e francesi. E Putin, nato nella città di Pietro, verrà associato alla gloria del primo zar moderno. Saprà apprezzare il segnale? Le parole di Aleksandr Orlov, ambasciatore russo in Francia, già sembrano voler andare oltre l'era dei cyberattacchi e della diffidenza: Macron, ha detto il diplomatico nei giorni scorsi, “non è ideologico a confronto con il suo predecessore. Con lui abbiamo più possibilità di prima di fare passi avanti”. Sotto lo sguardo di François Mitterrand, che nel 1992 ricevette a Versailles Boris Eltsin, sul piano della diplomazia internazionale oggi Macron avrà il vero battesimo del fuoco.

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