nautica di lusso

A Viareggio la vetrina dei maxiyacht

di Silvia Pieraccini


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3' di lettura

Non è solo il salone nautico specializzato nei maxiyacht made in Italy, gioielli di tecnologia e design che hanno fatto dell'Italia uno dei grandi produttori mondiali. Il Versilia yachting rendez-vous (Vyr) - nella darsena di Viareggio fino a domenica 12 maggio, alla terza edizione - è anche l'unica rassegna al mondo con vista sulle “fabbriche” nautiche: i grandi cantieri viareggini, da Benetti a Perini, da Codecasa a Overmarine, e tutto l'indotto artigianale di carpenteria, elettronica, design che qui è particolarmente sviluppato, restano aperti e (in molti casi) visitabili durante i giorni del salone), organizzato da Fiera Milano con l'associazione Nautica Italiana.
«Mi ha fatto molto piacere che la presidente di Ucina, Carla Demaria, sia venuta all'inaugurazione di Vyr - spiega Lamberto Tacoli, presidente di Nautica Italiana e ad del cantiere Perini Navi - il settore ha necessità di ricongiungersi per tornare a essere un interlocutore completo per le istituzioni».
Vyr - con 90 barche in acqua di lunghezza media superiore a 30 metri - arriva in un momento di mercato positivo per la nautica: la crisi lunga e insidiosa è alle spalle e tra le banchine ora si respira un'aria di ripresa. Anche se nessuno si sbilancia nel dire se durerà. «La nautica mondiale nel 2018 è cresciuta dell'8% - spiega Giovanna Vitelli, azionista di riferimento del cantiere leader mondiale Azimut-Benetti, 850 milioni di fatturato - e nel segmento dei maxiyacht la crescita ha raggiunto il 13-14%. Anche in Italia gli ultimi tre anni sono andati bene e anzi, grazie a creatività e innovazione, il Paese ha avuto risultati migliori di altri. Ma nessuno può dire quanto durerà questa ripresa. Mercati nuovi? Non credo al possibile boom della Cina nel breve periodo: in Asia non c'è la cultura del mare, a parte l'interesse per i megayacht a Hong Kong e Singapore».
Il valore delle nuove barche costruite in Italia nel 2018 - secondo il Boating market monitor di Deloitte presentato oggi, 10 maggio, al Vyr - è stato di 2,5 miliardi di euro, con una crescita dell'11%, per il quarto anno consecutivo a due cifre anche se in rallentamento.
Le difficoltà sono alle spalle anche per i grandi cantieri che avevano sofferto, come Baglietto e Perini. «L'onda lunga positiva continua - spiega Michele Gavino, ceo del cantiere ligure Baglietto (yacht sopra i 40 metri) che ora fa capo alla famiglia Gavio - anche se rispetto al passato gli acquisti sono più ponderati. Noi abbiamo un portafoglio ordini che vale circa 100 milioni e ci darà lavoro per tutto il 2020. Nel frattempo continuiamo a investire: dopo i 22 milioni spesi per sviluppare il cantiere di La Spezia, ora ne investiremo altri 2,5 per arrivare a costruire barche fino a 70 metri».
Baglietto quest'anno punta a confermare il fatturato di 40 milioni realizzato nel 2018 e a tagliare il traguardo del ritorno ai conti in nero. Traguardo che dovrebbe arrivare nel 2020 per Perini, fortemente impegnato a spingere sui ricavi: «Quest'anno vogliamo arrivare a 80 milioni - annuncia Tacoli - abbiamo sette navi in costruzione e abbiamo firmato tre lettere d'intenti per due navi a vela e una a motore: il mercato è tornato a vedere in Perini un'azienda affidabile. Per questo stiamo programmando un investimento di oltre cinque milioni nel cantiere di La Spezia».
Sulle potenzialità dell'industria nautica italiana Tacoli è netto: «Dobbiamo essere meno timidi nel dire che siamo leader al mondo nei maxi yacht - afferma - abbiamo la creatività e la tecnologia e dobbiamo cavalcare le opportunità che ci sono sul mercato».

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