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A Vimercate non solo ospedale: una casa per i pazienti venuti da lontano. E per i loro parenti

La mobilità sanitaria in Italia è un fenomeno sempre più esteso che coinvolge ogni anno un milione di pazienti per un giro d’affari di oltre 4,3 miliardi di euro

di Michela Finizio

2' di lettura

«Se ti prendi cura delle persone vinci sempre». È questo il motto della onlus «Mio fratello», un’associazione di volontari nata nell’anno del Covid per onorare la memoria di Francesco Martusciello, paziente oncologico deceduto lo scorso ottobre, con lo scopo di sostenere chi deve affrontare la strada tortuosa del tumore. Questa frase, che Francesco diceva sempre, si è tradotta in un primo progetto concreto per stare di fianco alle famiglie in questo delicato momento. Da poche settimane è stato inaugurato ad Arcore il primo alloggio sociale, «Casa Francesco», un monolocale di 40 metri quadrati completamente arredato e messo a disposizione di chi, proveniente da lontano, ha individuato nell’Ospedale di Vimercate il luogo idoneo per affrontare il percorso, a volte lungo, di cura.

«Questo alloggio, a solo tre fermate di autobus dall'Ospedale di Vimercate, è stato scelto per accogliere i pazienti e i loro eventuali accompagnatori», racconta Stefano Martini, presidente dell’associazione. «La prossima settimana arriva un ospite da Roma, poi tra tre settimane ne arriverà un altro dalla Catanzaro», racconta. Effettuati i dovuti tamponi anti-Covid, il paziente che verrà ospitato nella Casa Francesco subirà un intervento e, dopo alcuni giorni di degenza in ospedale, si sistemerà nel monolocale di Arcore per sottoporsi ai necessari controlli post-operatori. «Nel corso del 2021 vedremo quale sarà la richiesta di questo tipo di servizio, ma stiamo pensando, vista la notevole mobilità sanitaria in Italia, di trovare, sempre nei pressi di Vimercate, altri due o tre appartamenti da mettere a disposizione dei pazienti oncologici», spiega Martini. All’ospedale spetta l’organizzazione dell’assegnazione dell’alloggio, in base a criteri reddituali. Solo agli accompagnatori è richiesto un piccolo rimborso spese (25 euro al giorno), mentre il paziente (nel caso in cui dovesse sottoporsi ad ulteriori terapie, dopo la prima fase di ospedalizzazione), resta totalmente a carico dell’organizzazione di volontariato «Mio fratello».

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La mobilità sanitaria in Italia è un fenomeno sempre più esteso che coinvolge ogni anno un milione di pazienti per un giro d’affari di oltre 4,3 miliardi di euro, con Lombardia ed Emilia Romagna tra le mete più ricercate in particolare dai pazienti del sud.

L’associazione supporta il reparto di chirurgia generale oncologica dell’ospedale di Vimercate, guidato dal primario Christian Cotsoglou, che ha operato Francesco, che vanta anni di esperienza in chirurgia oncologica maturati presso l'Istituto Nazionale dei Tumori. Per sostenere questo reparto la onlus ha anche avviato una raccolta fondi per l’acquisto di un macchinario che agevola la comprensione per i medici del rischio emorragico o trombotico è partita da poco più di quindici giorni. L’obiettivo è di arrivare a 18.500 euro, e al 22 febbraio già si contavano 60 donatori e 16.182 euro raccolti, grazie soprattutto ad una fondazione che ha deciso di sposare il progetto e versare il contributo più sostanzioso, 14mila euro. Tra gli obiettivi già raggiunti, infine, c’è l'acquisto di un paio di occhiali chirurgici galileiani, uno strumento, dotato di grandi capacità di ingrandimento ed utile nelle operazioni di microchirurgia, donato sempre all’ospedale di Vimercate.

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