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A Wall Street scricchiolano gli hedge. York Capital blocca i riscatti dei clienti

Il fondo nel 2014 era stato tra i grandi soci di Mps e ha trattato Palermo e Samp. In difficoltà anche un altro veicolo specializzato in asset deteriorati: Southpaw AM

di Marco Valsania

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Il fondo nel 2014 era stato tra i grandi soci di Mps e ha trattato Palermo e Samp. In difficoltà anche un altro veicolo specializzato in asset deteriorati: Southpaw AM


2' di lettura

Wall Street appare destinata a chiudere un anno all’insegna di rialzi in azioni e obbligazioni, ma è un ottimismo che lascia sul campo anche vittime illustri nell’alta finanza. Due fondi hedge specializzati in asset deteriorati, in particolare nel debito delle società in crisi, sono stati scossi da crescenti domande di riscatto e hanno fatto ricorso a drastici provvedimenti, vietando ai clienti di ritirare a fine anno i capitali chiesti.

York Capital Management e Southpaw Asset Management hanno entrambi deciso di utilizzare i cosiddetti «gates», barriere che limitano la possibilità dei clienti di rientrare per il momento in possesso dei loro investimenti. Una misura straordinaria sfoderata durante debacle finanziarie, raramente nel corso di rally. Ma così è stato.

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York (lo stesso fondo che 5 anni fa possedeva il 5% di Mps e che ha provato a rilevare la scorsa primavera il Palermo calcio), secondo quanto rivelato dal Wall Street Journal, ha sospeso ogni riscatto dal principale fondo nel credito - il Credit Opportunities da due miliardi di dollari - come passo di un progetto che dovrebbe portare a una completa liquidazione del veicolo.

Il gruppo, che ha informato i clienti della svolta in una lettera, è stato fondato nel 1991 dal finanziere Jamie Dinan (partner di Gianluca Vialli nella fallita trattativa per l’acquisto della Sampdoria) e ha asset in gestione per 19 miliardi di dollari. Le difficoltà emerse nel fondo dedicato al credito, che al suo apice aveva un portafoglio di 8 miliardi, sono nei numeri: da gennaio a novembre avrebbe sofferto un declino dell’8%. Anche se dal 2001 a ottobre il rendimento medio annuale è positivo, pari all’11,9%. York intende restituire tra il 15 e il 30% dei capitali entro marzo 2020. Tra le scommesse deludenti, quelle su Riviera Resources, su cantieri navali e sull’azienda di Tlc brasiliana Oi.

La saga di Southpaw è simile. Con una performance in rosso del 3,7% da inizio anno, ha a sua volta scritto ai clienti per annunciare un’infelice sorpresa di Natale. Restituirà a fine anno solo il 55% dei capitali richiesti. Una percentuale che esclude investimenti ospitati in «side pockets», dove i gestori parcheggiano asset poco liquidi nel timore di eccessive perdite e in attesa di schiarite sulla piazza delle attività distressed. Southpaw, come già York, è nelle mani di veterani come Howard Golden e Kevin Wyman. Le radici delle difficoltà di York e Southpaw, paradossalmente, affondano proprio nel clima di Wall Street. «La nostra strategia, ciclica di natura, è sotto pressione da un’espansione decennale senza precedenti, da cali nella liquidità e drammatici cambiamenti nel settore degli hedge fund» ha ammesso Southpaw.

Gli hedge fund sono finiti progressivamente sotto pressione, con generali fuoriuscite di investitori da fondi che puntano sull’azionario attraverso strategie di stock picking surclassati dalla marcia della Borsa. Una fuga record con riscatti netti che durano ormai da tre anni. E i fondi «distressed» hanno risentito di rovesci più di altri. Questo intero segmento risente di modesti guadagni del 2,54% da gennaio, assai meno del «bottino» delle obbligazioni ad alto rischio e alto rendimento (+7,56%), o dell’avanzata superiore al 25% dell’indice S&P 500.

Riproduzione riservata ©
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      Marco ValsaniaGiornalista

      Luogo: New York, Usa

      Lingue parlate: Italiano, Inglese

      Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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