MEGA SPAZIO ESPOSITIVO

A Wuhan, la città del virus cinese, il progetto per un «Italian village» delle imprese italiane

Si tratta di una città-satellite per un’area di 5,6 chilometri quadrati: uno spazio commerciale per le piccole e medie aziende italiane

di Andrea Carli


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Una donna a Pechino indossa una mascherina protettiva (foto Afp)

3' di lettura

Un mega spazio espositivo a disposizione delle piccole e medie aziende italiane che intendono raccontare la tradizione del Made in Italy ai consumatori cinesi. Un “Italian Village” a Wuhan, la città cinese epicentro del focolaio del virus simile alla Sars.

A giugno 2018 ha cominciato a prendere forma un progetto che, sotto la regia della società cinese che lo ha lanciato, Itaway, porterà alla nascita nella capitale della provincia Hubei - parte centro-orientale della Cina - di uno spazio espositivo per le Pmi italiane. Si tratta di tre aree tra cui quella nel cuore economico della città con il grattacelo 636 a 120 piani, il parco tecnologico con il grattacelo 406 e poi l’area di Hannan dove sorgerà, nel 2019, il complesso commerciale, su di una superficie lorda di 100.000 metri quadri. Il progetto è scaturito da una collaborazione con Tongling Dingling Business Co Ltd e Greenland Holding Corp (società immobiliare con capitale sociale di 20 milioni di dollari a partecipazione statale).

Lo spazio espositivo, che sarebbe dovuto essere pronto per il 2019, ha registrato un ritardo ma come spiega Cristiano Gatti, presidente di Confartigianato Biella, Itaway «ha assicurato che tutto darà pronto per novembre di quest’anno». Non è escluso però che l’emergenza coronavirus possa determinare ulteriori slittamenti o avere un effetto deterrente sulle aziende che prima dello scoppio dell’epidemia stavano valutando l’ipotesi di ricorrere a questa soluzione.

Centro non ancora ultimato
Al momento, confermano dalla società cinese, «il centro a Wuhan è ancora in fase di costruzione. Il progetto conta già la collaborazione di diverse Pmi italiane (di vari settori) tra cui l’associazione Confartigianato di Biella e altre con cui stiamo ancora trattando. Uno dei nostri obiettivi principali - aggiungono - è quello di aiutare le Pmi italiane a entrare nel mercato cinese, offrire gli strumenti necessari per affrontare le difficoltà legate al mercato stesso e a una cultura lontana da quella italo-europea. Il centro di Wuhan, nello specifico, darà la possibilità a queste Pmi di avere una vetrina e un punto vendita direttamentesul mercato cinese».

Il progetto Itaway: outlet a tema “made in Italy”
L’iniziativa prevede la realizzazione di numerosi outlet a tema italiano (“Italian Village” appunto) presso alcune tra le principali città cinesi, all’interno dei quali le aziende possono aprire le loro attività commerciali. Le piattaforme architettoniche, di proprietà della “Tongling Dingling Business Co. Ltd”, sono realizzate da uno studio italiano. L’azienda, oltre a uno spazio fisico, fornisce assistenza (logistica innanzitutto, ma anche consulenza, ricerca e formazione del personale, business plan, marketing) affinché le pmi possano effettivamente crescere e maturare all'interno del mercato cinese.

Wuhan negli anni Trenta era “la Chicago della Cina”
A Wuhan sorgerà dunque uno di questi spazi. La scelta di puntare su questa città, finita in queste ore sotto i riflettori per il nuovo virus cinese - invece di aree più conosciute agli investitori internazionali come Shanghai, Pechino e Shenzhen è nata in linea con una strategia di valorizzazione della Cina centrale annunciata dal governo centrale. Se negli anni Trenta Shanghai era considerata la Parigi d’Oriente, a Wuhan era stata soprannominata “la Chicago della Cina”. Oggi la città conta undici milioni di abitanti.

Per approfondire:
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