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A Zurigo sale Credit Suisse: continua a puntare su Cina, voci su 5.000 tagli nel gruppo

«Malgrado tutte le voci secondo cui la società intende ritirarsi dalla Cina, per noi la Cina è un obiettivo di lungo termine», ha assicurato l'istituto

di Giuliana Licini

(REUTERS)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Credit Suisse in richiesta alla Borsa di Zurigo, con un rialzo anche superiore al 2%, dopo avere indicato che intende sbarcare in Cina nella gestione patrimoniale e sulla scia delle indiscrezioni secondo cui intende tagliare 5.000 posti di lavoro nel gruppo. «Malgrado tutte le voci secondo cui il Credit Suisse intende ritirarsi dalla Cina, per noi la Cina è un obiettivo di lungo termine», ha assicurato Benjamin Cavalli, che guida le attività di gestione patrimoniale del Cs nella regione Asia-Pacifico, in un’intervista all’agenzia Reuters. Il debutto anche in Cina - ha spiegato - avverrà non appena il gruppo avrà ottenuto la completa proprietà della jv cinese Credit Suisse Securities, il che è previsto entro il primo trimestre 2023. Il gruppo ha già fatto 50 assunzioni ad hoc. Il dirigente della banca elvetica ha sottolineato l’enorme potenziale del settore di gestione patrimoniale rappresentato dalla seconda economia mondiale.

In base alle stime ufficiali dello scorso giugno, il mercato cinese del wealth management vale 29 trilioni di yuan, cioè 4,2 trilioni di dollari ed è dominato dalle banche cinesi, che distribuiscono prodotti propri o di terzi. «Il serbatoio di ricchezza in Cina è grande. Se posso ottenere anche solo il 2% o 3% di questo bacino, è un punto di partenza e avremmo già fatto molto», ha rilevato Cavalli, che si è già trasferito da Singapore a Hong Kong. I piani di espansione del Cs in Cina emergono mentre la banca si appresta a tagliare posti di lavoro e costi, nel quadro di piano mirato a rimettere in sesto il gruppo dopo le perdite e gli scandali dello scorso anno.

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Sempre Reuters, ha riferito che il Cs, che ha definito il 2022 un anno di «transizione», intende sopprimere circa 5.000 posti nel gruppo, ovvero uno su 10. Stando a una fonte vicina al dossier, le discussioni sono ancora in corso e il numero dei tagli potrebbe ancora variare. La banca non ha commentato, limitandosi a rilevare che farà il punto sulla sua strategia in occasione della pubblicazione dei risultati del terzo trimestre. A luglio il Credit Suisse ha nominato Ulrich Koerner, il numero uno della divisione di asset management, come nuovo ceo, con l’incarico di ridimensione il settore di banca d’investmento e di tagliare i costi di oltre 1 miliardo di dollari.

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