energia pulita

A2A fa rotta sul solare e acquista 1.000 megawatt fotovoltaici

Intesa con la cinese Talesun. Investimento fino a mezzo miliardo di euro. Parte una grande centrale solare in provincia di Foggia

di Jacopo Giliberto


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(Imagoeconomica)

2' di lettura

Spinta verso l’energia solare per la lombarda A2A . Attraverso la controllata A2A Rinnovabili è stato siglato con il gruppo cinese Talesun un accordo per comprare un programma di sviluppo di progetti fotovoltaici per una capacità complessiva di circa mille megawatt. Se dovessero essere realizzati tutti i progetti finora impostati, il fabbisogno di investimento dovrebbe aggirarsi sul mezzo miliardo di euro. Nel frattempo parte già il primo dei progetti con i lavori per una grande centrale solare a Foggia che competerà sul mercato concorrenziale della corrente elettrica senza fare ricorso agli incentivi che pesano sulla bolletta dei consumatori.

L’intesa con Talesun
L’accordo prevede di costruire in tutta Italia impianti fotovoltaici senza incentivi e consente ad A2A di accelerare nel piano di decarbonizzazione e rinnovamento della capacità di produzione elettrica.

«Il green bond da 400 milioni simbolo della sostenibilità di gruppo»

In questa chiave va letto il “green bond” che la società aveva lanciato in luglio con l’obiettivo di finanziare investimenti nelle fonti rinnovabili di elettricità.
L’operazione segue le acquisizioni di impianti fotovoltaici avvenute in precedenza lungo tutta la Penisola per una capacità istallata di circa 100 megawatt.
La Talesun è parte del gruppo cinese Zhongli, che opera nei settori fotovoltaico, elettrico ed elettronico. Il business fotovoltaico, specializzato nella produzione di moduli e celle e nello sviluppo di nuovi impianti e asset management, ha un attivo patrimoniale di oltre 2,5 miliardi di dollari e oltre 6mila dipendenti in diversi Paesi del mondo.

Il progetto di Foggia
Nei prossimi mesi la società lombarda avvierà la costruzione nella provincia di Foggia del suo primo impianto “market parity” di grande

dimensione del gruppo e tra i primi in Italia destinati a generare fatturato dalla vendita dei chilowattora senza chiedere incentivi verdi.
Con una potenza complessiva di circa 10 megawatt, l’impianto nella Capitanata consentirà di sperimentare nuove tecnologie e sistemi di stoccaggio dell’energia prodotta, in modo da poter erogare corrente alla rete nei momenti in cui lo chiedono i consumatori senza dover dipendere alla disponibilità di sole battente.

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