Multiutility Fonti green

A2a per le aziende del territorio: prezzi congelati per quattro anni

di Cheo Condina

Allarme. La spesa energetica per le imprese salirà nel corso del 2022 a 37 miliardi di euro, contro i 21 miliardi del 2021 e gli 8 del 2019. In Lombardia si passerà dai 2 miliardi circa del 2019 agli 8,3 previsti quest'anno

3' di lettura

«Per le imprese stiamo proponendo dei contratti a lungo termine» per cercare di «stabilizzare i prezzi». Presentando l’aggiornamento del piano industriale al 2030, l’amministratore delegato e direttore generale di A2A, Renato Mazzoncini, non si è sottratto a uno temi più scottanti degli ultimi mesi, il caro-bollette, che rischia di penalizzare non solo le famiglie ma anche e soprattutto l’intero sistema industriale italiano.

L’idea di mettere un punto fermo e “congelare” i prezzi per un determinato periodo di tempo nasce osservando quello che accadrà nel 2022. I numeri snocciolati dal manager parlano chiaro: moltissimi clienti retail A2A passati al libero mercato, che hanno sottoscritto contratti a prezzo fisso di durata biennale, solo quest’anno avranno risparmi per complessivi 750 milioni, di cui 450 milioni sull’energia elettrica e 300 milioni sul gas.

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Il motivo? Semplice: l’energia rinnovabile prodotta da A2A è stata venduta in anticipo, prima dunque della recente impennata dei prezzi. Questo perché i costi di produzione sono noti e non subiscono la volatilità della materia prima, che nel caso delle centrali termoelettriche è il gas. Nello specifico, A2A ha già ceduto buona parte della generazione idroelettrica del 2022 a 65 euro per MWh, circa un terzo rispetto alle recenti quotazioni di mercato. La controprova di tutto ciò, ha aggiunto Mazzoncini, è data dal fatto che l’impatto sulla società della tassazione sugli extra profitti sarà di soli 35 milioni, proprio perché quasi tutta l’elettricità era già stata venduta prima della folle corsa dei prezzi.

La multiutility controllata dai Comuni di Milano e di Brescia, anche grazie alle ultime acquisizioni (il solare di Octopus e alcuni asset dal fondo francese Ardian) ha consolidato il secondo posto in Italia come operatore nelle rinnovabili – grazie soprattutto all’idroelettrico della Valtellina – anche se l’obiettivo al 2030, come ricordato durante la presentazione del business plan, è arrivare a 5,9 GW installati.

A2A oggi conta circa circa 2,9 milioni di clienti ma allargando la prospettiva a livello nazionale, ricorda il manager, nel solo 2022 le fonti green garantiranno un mancato rincaro nelle bollette – sempre a chi è passato al prezzo fisso – di complessivi 10 miliardi di euro.

È partendo da queste considerazioni che nasce la proposta di A2A alle imprese, tenendo presente – ha ricordato Mazzoncini - che le curve forward dei prezzi dell’energia (le previsioni degli esperti, ndr) indicano una discesa graduale con un ritorno a livelli anti crisi nel 2024-2025. Che cosa significa? Data l’attuale ed elevata incertezza, le imprese, specie quelle in difficoltà, potrebbero bloccare il prezzo dell’energia - ovviamente a un livello inferiore all’attuale - per un periodo più lungo rispetto alla classica scadenza annuale, passando per esempio a quattro anni.

In questo caso si trattarebbe di un prodotto sostanzialmente nuovo per il nostro mercato in cui A2A avrebbe necessariamente bisogno però di alcune garanzie, in primis sul tema del recesso, al quale un’impresa – solleticata da altre offerte - potrebbe pensare qualora i prezzi sul mercato scendessero più del previsto.

Certo, si potrebbe osservare, negoziare un prezzo fisso quando le quotazioni di mercato sono elevate non sempre è vantaggioso per chi compra. Tuttavia c’è anche chi la vede come una sorta di polizza anti-rincari che permette di fare i budget dei prossimi anni, per quanto “tirati” sul fronte energetico, partendo da alcuni punti fermi.

La sensibilità su questa ipotesi di lavoro è chiaramente maggiore da parte delle industrie energivore, come l’acciaio e l’automotive. Anche per questo A2A l’avrebbe presentata in particolare a Confindustria Brescia, che – è plausibile – in queste settimane potrebbe effettuare una ricognizione tra i propri associati per valutare il reale interesse suscitato dalla proposta. Se il progetto prendesse quota potrebbe anche rappresentare fonte d’ispirazione per altri distretti industriali italiani.

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