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In vendita la “Cortina del centro Italia”, il comprensorio sciistico che piaceva a D’Annunzio

Tra Prati di Tivo e Prato Selva, è completo di impianti di risalita e cannoni per l’innevamento artificiale. Tre anni fa è stato posto in liquidazione. Il passivo attuale è di un milione e 200mila euro

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Il comprensorio sciistico presso Prati di Tivo posto in liquidazione nel 2017

Tra Prati di Tivo e Prato Selva, è completo di impianti di risalita e cannoni per l’innevamento artificiale. Tre anni fa è stato posto in liquidazione. Il passivo attuale è di un milione e 200mila euro


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Un comprensorio sciistico all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, completo di impianti di risalita e cannoni per l’innevamento artificiale, in liquidazione.

La proposta fa riferimento, testualmente, alla «liquidazione di comprensorio sciistico, ubicato nel Comune di Pietracamela (Te), località Prati di Tivo e nel Comune di Fano Adriano (Te), località Prato Selva, composto da: impianti di risalita (sono 6, ndr), innevamento artificiale, fabbricati uso albergo/ristorante, attrezzature, arredi, attrezzi d’officina, materiali per gli impianti sciistici, mezzi targati e mezzi d’opera. Il comprensorio sciistico - conclude la proposta - è affittato con contratto in proroga di otto mesi ma sarà ceduto libero all’acquirente entro 30 giorni dal saldo del prezzo».

Da queste parti veniva a sciare D’Annunzio
Prati di Tivo è una località che ha un suo posto nella storia dell’alpinismo italiano. Qui veniva a sciare il “Vate”, il poeta Gabriele D’Annunzio. «Negli anni Ottanta Novanta era considerata la “Cortina del centro Italia” - ricorda il liquidatore, incaricato a ottobre dello scorso anno, Gabriele Di Natale -. Poi purtroppo - aggiunge - ci sono state delle gestioni un po’ “particolari”, delle scelte sbagliate nell’ambito dello sviluppo industriale che hanno reso la situazione complessa».

Passivo da un milione e 200mila euro
Il risultato è che «si è creato un passivo, che negli anni è andato aumentando. Tre anni fa, nel 2017 è stato avviato il processo di liquidazione. Dal momento della liquidazione, che avrebbe dovuto essere un atto di consolidamento della società per poi puntare alla chiusura della procedura, si sono accumulati ulteriori 200mila euro di debiti. Allo stato attuale il passivo è di un milione e 200mila euro».

Nelle strutture lavoreranno 22 persone
Di Natale spiega che quando è stato nominato, dopo tre gare andate deserte ha affittato «così da mettere la struttura nelle condizioni di poter funzionare, individuando un gestore che ha aperto tutti i giorni dal mese di gennaio fino all’ultima domenica di ottobre. Il contratto è scaduto a settembre: lo abbiamo prorogato.

Durante la stagione estiva nelle strutture poste in liquidazione hanno lavorato dieci persone, ora a regime saranno 22. Mentre infatti l’anno scorso abbiamo aperto solo la seggio-cabinovia, quest’anno abbiamo effettuato la manutenzione degli altri due impianti e quindi andremo a tre impianti. Spero che qualcuno creda nel rilancio di questa struttura - conclude il liquidatore del comprensorio sciistico -, in modo tale che il turismo abruzzese possa avere ancora un riferimento importante».

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