AnalisiL'analisi si basa sulla cronaca che sfrutta l'esperienza e la competenza specifica dell'autore per spiegare i fatti, a volte interpretando e traendo conclusioni al servizio dei lettori. Può includere previsioni di possibili evoluzioni di eventi sulla base dell'esperienza.Scopri di piùBorsa Zurigo

Abb sotto pressione. Vendite frenate da carenza chip, taglia stime sul 2021

Il gruppo puntava a una crescita dei ricavi poco sotto il 10% grazie alla ripresa dell’economia dopo lo shock della pandemia, ma ora ha ridimensionato le aspettative tra il 6% e l’8%

di Giuliana Licini

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Abb ripiega nettamente alla Borsa di Zurigo, dopo avere annunciato la riduzione delle stime di fatturato per il 2021 a causa di difficoltà nelle forniture, in occasione della pubblicazione dei risultati del terzo trimestre frenati dalla carenza di chip. Il titolo del gruppo di engineering elvetico-svedese segna la performance peggiore tra i titoli dell’indice Smi. Abb puntava inizialmente a una crescita dei ricavi poco sotto il 10% grazie alla ripresa dell’economia dopo lo shock della pandemia, ma ora ha ridimensionato le aspettative a un incremento tra il 6% e l’8% su basi comparabili per le difficoltà nella catena degli approvvigionamenti che dovrebbero protrarsi fino alla fine dell’anno.

Nel terzo trimestre gli ordinativi sono balzati del 29% rispetto allo stesso periodo del 2020 a quasi 7,9 miliardi di dollari (6,7 miliardi di euro), grazie a «una forte domanda», come ha sottolineato il ceo Bjorn Rosengren, citato in un comunicato, superando nettamente le previsioni degli analisti (7,5 miliardi di dollari). D’altro canto le vendite sono salite del 7% a 7 miliardi di dollari, al di sotto delle stime che in media puntavano a oltre 7,2 miliardi. «I ricavi sono stati ostacolati dalle limitazioni nella catena delle forniture che hanno fatto ritardare le consegne ai clienti», ha spiegato il ceo, precisando che questo è stato causato «principalmente dai semi-conduttori e dagli squilibri nell’insieme della catena di approvvigionamento». L’impatto maggiore si è fatto sentire nelle attività di elettrificazione e robotica. Come atteso, l’utile netto è in forte calo a 652 milioni di dollari (-86%), di riflesso al confronto con il terzo trimestre del 2020 che aveva incamerato le plusvalenze ante-imposte per la cessione delle attività nelle reti elettriche alla giapponese Hitachi.

Loading...
Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti