Ok delle commissioni

«Tagliare Irpef a classe media e la tassa sui capital gain». Via libera alla proposta delle Camere

Il documento conclusivo servirà da indirizzo politico al Governo per la predisposizione della legge delega sulla riforma fiscale. Flat tax sulle partite Iva e la tassazione patrimoniale restano nodi da sciogliere. Fratelli d'Italia ha votato contro, Leu si è astenuta

Gdf: scoperti 3.546 evasori totali e 5.868 furbetti del reddito di cittadinanza

2' di lettura

Ridefinire la struttura dell’Irpef con un «abbassamento dell’aliquota media effettiva con particolare riferimento ai contribuenti nella fascia di reddito 28mila-55mila»: resta confermata la proposta contenuta nel documento conclusivo approvato dalle commissioni Finanze di Camera e Senato al termine dell’indagine conoscitiva sulla riforma fiscale. Il documento servirà da indirizzo politico al Governo per la predisposizione della legge delega sulla riforma fiscale, che dovrà ottenere il via libera del Cdm entro luglio. Fratelli d'Italia ha votato contro, Leu si è astenuta.

Molte le sollecitazioni all’Esecutivo nell’attuazione della delega e tra queste l’abolizione delle microtasse (come il Superbollo), la revisione della tassazione sulle aziende e sui lavoratori autonomi, un calo dell’aliquota Iva e la tassazione green. Indicazioni arrivano sul forfait per gli autonomi.

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Quanto ai redditi finanziari (attualmente tassati mediamente al 26%), si auspica vengano portati a una tassazione inferiore ovvero a livello del primo scaglione Irpef (attualmente 23%). La proposta di documento conclusivo sarà discussa e votato oggi, mercoledì 30 giugno, e «fungerà da indirizzo politico al Governo per la predisposizione della legge delega sulla riforma fiscale» che l’esecutivo si è impegnato a presentare entro il 31 luglio.

Nodi da sciogliere

Flat tax sulle partite Iva e la tassazione patrimoniale restano, invece, un «nodo politico» su cui “discutere” o da “sciogliere”. Le Commissioni Finanze di Camera e Senato ritengono «opportuno che il sistema fiscale italiano conservi un regime agevolato e semplificato per le piccolissime imprese ed i lavoratori autonomi a un livello di fatturato di 65.000 euro all’anno e aliquota proporzionale al 15%, tranne per i primi cinque anni ad aliquota al 5%». Esistono però delle criticità da affrontare: In caso di superamento della soglia massima dei ricavi e compensi annuali per l’accesso e il mantenimento del regime agevolato il contribuente transita bruscamente, per l’anno successivo, al regime ordinario Irpef

La rottamazione favorisce l’adempimento

Nella parte dedicata all’evasione fiscale si legge che le diverse rottamazioni delle cartelle esattoriali che permettono al contribuente di rateizzare l’imposta dovuta senza sanzioni e interessi «sono da considerarsi positive e utili in un’ottica di favorire l’adempimento». Nel testo si legge anche che «la digitalizzazione del fisco» è stato «lo strumento maggiormente efficace nel contrasto all’evasione fiscale».

Evasione fiscale questione culturale

Il superamento dell’evasione fiscale è «un processo di natura culturale», viene sottolineato nel testo. «Lo Stato deve allontanare ogni tendenza a considerare il contribuente un evasore che ancora non è stato scoperto» e al contempo efficientare i propri comportamenti, non solo quelli relativi all’amministrazione finanziaria ma anche quelli inerenti l’efficiente utilizzo delle risorse pubbliche raccolte con la tassazione. Il contribuente, d’altro canto, deve ottenere «il beneficio collettivo che deriva dal pagamento dei tributi (in termini di erogazione di beni e servizi pubblici)».

Rivoluzione manageriale per la riscossione

Quanto all’attività di riscossione questa «deve andare incontro ad una vera e propria “rivoluzione manageriale”, e virare verso una gestione del processo produttivo interamente concentrata su efficienza ed efficacia».

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