DOPO LA PRIMA MIETITURA d’ORZO

Abbazia di Montecassino, riparte la produzione della birra con l’aiuto di Peroni

di Donata Marrazzo

3' di lettura

La semina di orzo distico nei terreni dell'Albaneta il 24 dicembre. La prima mietitura l'11 luglio, nel giorno di San Benedetto. Ora la maltificazione, poi i successivi processi fino all'imbottigliamento. Nell'insediamento monastico di Montecassino, fondato da Benedetto da Norcia nel 529 d.C., rinasce la più antica birra d'abbazia prodotta in Europa. La stessa che già si beveva ai tempi di Sant'Ignazio di Loyola, il gesuita che nel priorato dell'Albaneta scrisse le 14 regole del Discernimento.


Birra d'Abbazia
In Italia la birra d'Abbazia rappresenta lo 0,6% dei volumi totali di birra (108mila ettolitri) e il 6% del segmento superpremium. Si tratta di categoria in crescita, sostenuta dall'aumento del consumo di birre speciali e dalla frammentazione delle scelte di acquisto dei consumatori. Quasi il 60% della birra d'Abbazia viene consumato nel Nord Italia, in particolare nel Nord-Ovest. Ma è in Belgio che la tradizione è più antica: 6 (su 11 nel mondo) i monasteri che producono birra trappista. Uno è a Roma, il monastero cistercense dei SS. Vincenzo e Anastasio alle Tre Fontane.

Orzo distico nella tenuta dell'Albaneta
Con la Birra Montecassino, che sarà prodotta in un piccolo stabilimento artigianale intorno all'area del convento, si realizza il sogno di Daniele Miri, titolare della tenuta in provincia di Frosinone (gli è stata concessa in affitto per 15 anni): rilanciare tutto il territorio e custodirne l'identità creando nuove opportunità di sviluppo. «Le produzioni che avvieremo all'Albaneta saranno tutte locali. La coltivazione di orzo, la produzione di birra, il miele e la valorizzazione del monastero sono solo la prima parte di un progetto più vasto per il quale siamo sicuri che riusciremo a coinvolgere altri imprenditori. Più il territorio risponderà, più saremo in grado di far crescere investimenti e occupazione. È necessario fare sistema per produrre un risultato utile alla collettività. Questo ci hanno insegnato i Padri Benedettini”. Dunque, recupero agricolo dei terreni (abbandonati da 30 anni) e di luoghi di interesse storico. Oltre a un progetto speciale di ricerca e produzione di miele locale curato da Mieli Thun.

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Peroni partner
L'orzo mietuto nei 300 ettari della tenuta ora verrà trasformato in malto a Pomezia nello stabilimento Saplo a Pomezia di Peroni (marchio controllato dalla multinazionale giapponese Asahi, partner dell'operazione) per poi tornare nel birrificio dell' Albaneta dove sarà lavorato secondo le indicazioni della secolare ricetta benedettina: la Birra Montecassino non pastorizzata e rifermentata in bottiglia, avrà una gradazione alcolica del 6.5%. «Contribuire a valorizzare un territorio così ricco di storia, cultura e di memoria è per noi un grande privilegio - dichiara Federico Sannella, direttore relazioni esterne di Birra Peroni - Stiamo mettendo a disposizione la nostra esperienza nella produzione di orzo, malto e birra per fare in modo che questo prodotto possa raccontare la storia di questi luoghi e le loro antiche tradizioni».

Un'operazione a misura di pellegrino
L'operazione è ad ampio respiro: oltre al birrificio e ai campi coltivati a orzo, aprirà un caseificio, una sala degustazione, un ovile, una scuderia. «Per noi è fondamentale che questa riqualificazione abbia come fine proprio quello di coinvolgere tutto il territorio e di offrire ai numerosi pellegrini che ogni anno passano nella nostra abbazia luoghi di pace e serenità anche attraverso una lettura ecologica di tutta questa bellezza che ci circonda», dichiara l'abate Donato Ogliari.

Abbazie e apicoltura
Alla rinascita delle antiche masserie di Montecassino partecipa anche Mieli Thun: «Parliamo di un'area di straordinaria ricchezza botanico-floreale – spiega Andrea Paternoster, patron di Mieli Thun - che riserverà alle api un pascolo fecondo e incontaminato. Le abbazie hanno avuto un ruolo fondamentale anche nella storia dell'apicultura. Montecassino e i suoi terreni sono carichi di significati storici e le api sono messaggere indiscusse di fecondità. Ape fa rima con vita. L'alveare è un'icona assoluta dell'armonia tra gli esseri viventi, cuore pulsante di biodiversità».

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