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Abertis, spagnoli in campo. Confronto con Atlantia sul piano

Acs si è messo di traverso in due operazioni chiedendo più tempo e informazioni. Stallo sul riassetto in Sud America e sul sistema <br/>di pagamento unico

di Marigia Mangano


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3' di lettura

A poco più di un anno dalla conquista di Abertis, l'alleanza tra Atlantia e Acs-Hochtief si misura con le prime complessità. Gli spagnoli di Florentino Perez, secondo indiscrezioni, hanno avviato il confronto sul processo d'integrazione tra gli asset della controllata spagnola e quelli del gruppo autostradale guidato da Giovanni Castellucci. Due, in particolare, le operazioni su cui hanno chiesto più tempo e ulteriori approfondimenti: la riorganizzazione in Sud America e la concentrazione dei sistemi di pagamento.

Tutto ruota intorno a una complessa governance che governa i rapporti a monte di Abertis tra Atlantia, azionista con il 50% più un'azione e Acs-Hochtief che controlla il restante 49%. Lo “shareholders agreement”, il patto tra i soci, siglato in occasione del lancio dell'offerta pubblica di acquisto su Abertis, stabilisce maggioranze e diritti di veto per le due anime che controllano il gruppo autostradale spagnolo. In particolare, l'accordo prevede che Atlantia nomini cinque dei nove amministratori e in quest'ottica sono indicati da Atlantia il Ceo e il Cfo del gruppo spagnolo. L'amministratore delegato in carica, Francisco Jose Aljaro Navarro, è libero d' individuare e attuare in modo autonomo investimenti fino a 80 milioni di euro. Oltre questa soglia gli uomini di Perez, a partire dal presidente di Abertis, Marcelino Fernández Verdes, possono utilizzare il diritto di veto loro concesso. Ma non in modo illimitato: solo cinque volte nell'arco dei cinque anni dell'accordo. Questo però solo nel caso in cui la controparte sia “esterna”, dunque nel caso in cui l'interlocutore di Abertis sia un terzo soggetto.

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Tutto cambia nel caso in cui le operazioni rientrino nell'ambito delle così dette “parti correlate” e quindi coinvolgano Abertis stessa, Atlantia, Acs ed Hochtief: in questo caso il partner spagnolo può usare il diritto di veto senza restrizioni. Il punto è che sotto questa “voce” ci sono anche i movimenti infragruppo legati al processo d'integrazione tracciato da Atlantia per la controllata spagnola. Ed è proprio in questo ambito che si è aperto il confronto lungo l'asse italo-spagnolo. Secondo quanto raccolto da Il Sole24 Ore, almeno in due casi la previsione del diritto di veto per il fronte Acs-Hochtief ha impedito che si perfezionassero passaggi interni funzionali ai fini delle sinergie.

L’obiettivo del gruppo italiano, per esempio, sarebbe quello di raggruppare le attività in Sud America sotto un’unica catena di controllo - quella della controllata Abertis - come da progetto originale di Atlantia. In particolare, in Cile, dove ad Abertis fanno capo 770 km attraverso Adia, mentre Atlantia può contare su 1.088 Km attraverso Cpp. Oppure in Brasile, dove Atlantia controlla Bertin e Abertis Brooksfield. Tuttavia con riferimento a queste operazioni i consiglieri nominati da Acs-Hochtief, secondo indiscrezioni, hanno chiesto più tempo e maggiori evidenze sull’opportunità di procedere in quella direzione.

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Sulla carta le sinergie operative che derivano da queste aggregazioni valgono soltanto il 2% circa del Piano Industriale, dunque un valore marginale, peraltro in un contesto in cui Abertis sta andando molto bene sotto la nuova proprietà condivisa, con risultati importanti. Nonostante ciò, i rappresentanti del socio spagnolo hanno chiesto più tempo sull'opportunità, portata in consiglio da Atlantia, di concentrare i sistemi di pagamento spagnoli con quelli che fanno capo al gruppo italiano attraverso Telepass. In questo caso il fronte Acs Hochtief si sarebbe spinto fino al punto di chiedere una commissione audit per verificare se sia più opportuno per il gruppo spagnolo gestire da solo i sistemi di pagamento o conferirli ad Atlantia. «Normale dialettica tra i due gruppi», commentano negli ambienti vicini ad Abertis , dove non ci sono dubbi sulla tenuta della partnership e si definisce il confronto “costruttivo”.

Già in passato qualche tensione si sarebbe registrata tra l'anima italiana e quella spagnola sul tema della distribuzione dei dividendi e sulle risorse da investire sulla crescita, un confronto che si è risolto positivamente. In particolare, viene detto, il sistema Hochtief-Acs puntava a stabilire una distribuzione di cedole del gruppo Abertis superiore, mentre Atlantia sarebbe stata disposta a stabilire una soglia inferiore pur di mantenere solido il profilo finanziario del gruppo spagnolo. Il compromesso, raggiunto alla fine dello scorso anno, quantifica in 875 milioni annui il monte dividendi ma solo a patto che il gruppo sia compatibile con un rating tripla B.

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    Marigia Manganoredattrice

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Finanza, automotive, tlc, holding di famiglia, banche e assicurazioni

    Premi: Premio internazionale Amici di Milano per i giovani, 2007, categoria giornalista

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