pensioni e covid-19

Abi ai clienti: non venite agli sportelli ma chiamate

L’Associazione bancaria italiana rilancia l’appello ai pensionati a non recarsi nelle filiali e a usare i canali che non richiedono presenza fisica

di Cristina Casadei


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3' di lettura

Utilizzare i canali online o il telefono o le carte. Quest’ultimo strumento potrà essere utilizzato anche per il ritiro della pensione che verrà accreditata sul conto corrente dal primo aprile. L’Associazione bancaria italiana rilancia l’appello ai pensionati a non recarsi nelle filiali e a usare i canali che non richiedono presenza fisica e segnala la piena disponibilità delle banche allo scaglionamento temporale dell’accredito delle pensioni per cui si è attivata con le competenti autorità.

In caso di esigenze inderogabili, Abi ricorda che dopo il nuovo accordo raggiunto da banche e sindacati (si veda il Sole 24 Ore di ieri), in filiale ci si potrà andare su appuntamento, su tutto il territorio nazionale e che per evitare assembramenti è meglio telefonare alla propria banca.

Senza dimenticare che «l’uso delle carte o anche dei pagamenti via smartphone “minimizza i contatti” possibili con il Coronavirus rispetto ai contanti», ha spiegato il dg di Abi Giovanni Sabatini in un video forum al Sole 24 Ore. «Anche le persone meno esperte con la tecnologia possono farsi aiutare al telefono», continua Sabatini, rilevando come sia possibile realizzare molte operazioni da remoto. Per le richieste di sospensione mutuo, moratoria o garanzia previste dal decreto Cura Italia, inoltre, si può utilizzare la Pec o il canale online.

Oltre 3 milioni i pensionati che ritirano la pensione allo sportello
Secondo una stima della First Cisl sono oltre tre milioni le persone che vanno abitualmente in banca per ritirare, in tutto o in parte, la pensione. «Un afflusso di queste dimensioni è una bomba innescata - spiega il segretario generale della First Cisl, Riccardo Colombani -. Rischiamo non solo di mettere a rischio la salute dei bancari ma di vanificare i sacrifici che tutti gli italiani stanno facendo per contenere il contagio. Non è pensabile assistere alla corsa dei pensionati agli sportelli bancari. tre milioni di persone che si recano abitualmente nelle filiali bancarie per ritirare, in tutto o in parte, la propria pensione.

«Un afflusso di queste dimensioni è una bomba innescata - aggiunge Colombani -. Rischiamo non solo di mettere a rischio la salute dei bancari ma di vanificare i sacrifici che tutti gli italiani stanno facendo per contenere il contagio». Secondo Colombani serve però un intervento del governo per garantire l’ordine pubblico e il rispetto di tutte le misure di sicurezza, così da non creare condizioni di pericolo per i lavoratori e per la clientela».

Le garanzie del Governo per bancari e lavoratori postali

Il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, spiega di aver chiesto al Governo «un intervento forte su Abi per il settore delle banche e su Poste
italiane per garantire la sicurezza, viste le condizioni spesso inaccettabili dei lavoratori e dei cittadini che a migliaia ogni giorno si rivolgono agli sportelli di questi importanti servizi». Al termine dell’incontro sindacati- governo in cui è stato raggiunto l’accordo sui settori produttivi, Furlan ha spiegato che «il ministro Patuanelli si è impegnato ad intervenire per migliorare urgentemente le attuali condizioni anche di questi settori lavorativi. Tutto questo per riuscire a salvaguardare tutti i lavoratori e le lavoratrici e davvero poter combattere anche in questo modo il diffondersi del virus nel nostro Paese. La tutela della salute resta per noi oggi l’obiettivo principale nel quadro della salvaguardia delle produzioni essenziali e del reddito di tutti i lavoratori».

Accesso su appuntamento anche nelle Bcc
Dopo l’accordo con Abi, ieri i sindacati (Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Sincra Ugl) ne hanno raggiunto un altro molto simile con Federcasse. Così anche alle filiali Bcc si accederà solo per appuntamento telefonico o via email, per svolgere soltanto le operazioni urgenti e non realizzabili da remoto, verranno acquistati dispositivi di protezione per i bancari, dalle maschierine al plexiglas, verrà modulata l’operatività anche con il ricorso al lavoro agile. Per le fasce più deboli della clientela, ossia coloro che non hanno strumenti di prelievo e pagamento elettronici, è comunque previsto un approccio proattivo: le Bcc sono infatti invitate ad adottare soluzioni organizzative, come la flessibilità dell’orario di sportello - potrà essere continuato - e informando anche direttamente i clienti per poter definire le modalità di pagamento più idonee e sicure. I sindacati hanno chiesto che si possa prevedere anche per le Bcc il pagamento delle pensioni Inps di maggio e giugno frazionato su più giornate. «L’intesa interpreta le specificità del credito cooperativo e rappresenta il miglior punto di equilibrio tra la ncessità di assicurare in via prioritaria la sicurezza di lavoratori, lavoratrici, soci e clienti e l’offerta di un servizio pubblico essenziale, soprattutto per le fasce più deboli», spiega Matteo Spanò, presidente della delegazione sindacale e vicepresidente di Federcasse che, con i componenti della Presidenza, Augusto dell’Erba e Luca Occhialini ha ringraziato i lavoratori per il servizio che stanno garantendo alle comunità.

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