L’abilitazione

Professionisti, salvi gli esami online per 14 categorie (commercialisti compresi) 

Il Dpcm non blocca la prova unica orale di novembre:nella prima tornata valanga di bocciature

di Valeria Uva

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(AdobeStock)

3' di lettura

Anche la seconda sessione di prove per l’abilitazione delle altre professioni extra legali si sta per svolgere a distanza.

Dopo la prima tornata di luglio scorso, ora dal 16 novembre ha inizio in tutta Italia il secondo round degli esami di abilitazione di quest’anno. Una sessione al riparo dallo stop ai concorsi pubblici e agli esami di abilitazione in presenza fino al 3 dicembre, imposto dall’ultimo Dpcm. e che colpisce, ad esempio, gli aspiranti avvocati. Secondo la bozza del nuovo decreto restrittivo, infatti, le prove che si svolgono “in modalità telematica” sono ammesse.

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Abolite per motivi di sicurezza e distanziamento le prove scritte che di solito si svolgono città per città nelle università, anche in questa seconda tornata è prevista una sola prova orale abilitante su tutte le materie d’esame. Da svolgersi a distanza in videoconferenza: dal 16 novembre, appunto per iscriversi nella sezione A degli Albi, dal 23 novembre per la sezione B dedicata agli junior.

La platea

In questa modalità per la seconda sessione sono coinvolte 14 categorie professionali: dai commercialisti e revisori legali, agli architetti, ingegneri, chimici e biologi, solo per citarne alcuni.

Nutrita anche la pattuglia delle professioni sanitarie: dentisti, psicologi, farmacisti, assistenti sociali.  Per tutti loro questa potrebbe essere l’ultima volta in cui l’accesso passa per un esame di abilitazione successivo alla laurea.

Il Governo infatti ha presentato un disegno di legge collegato alla Manovra 2021 che riforma l’accesso a questi Albi prevedendo che l’abilitazione arrivi durante l’esame di laurea, con una prova tecnica ad hoc, al termine del tirocinio. Un modo per tagliare i tempi di ingresso nel mondo del lavoro, al pari di quello che oggi accade già per i medici, grazie alla spinta della pandemia. Ma la novità non sarà operativa prima del 2021. E non coinvolgerà gli aspiranti commercialisti, presenti in una prima bozza ma non nel testo definitivo del Ddl.

Le modalità

Il Dm 661 del 2020 ha solo indicato la strada della prova unica orale, da svolgersi a distanza su tutte le materie in precedenza oggetto anche delle prove scritte. Sono poi le Università a organizzarsi dal punto di vista operativo. Prima con la nomina delle commissioni e poi con i bandi per lo svolgimento. Solo alcune hanno già pubblicato sul proprio sito le modalità operative. A Palermo, ad esempio, la prova per gli aspiranti commercialisti consisterà nella risposta a una terna di domande estratta dai candidati tra quelle preparate dalla commissione. L’esame durerà al massimo 35 minuti.

I commercialisti

L’abolizione degli scritti non sembra aver semplificato il percorso di abilitazione. In particolare per gli aspiranti commercialisti. I primi risultati della prima sessione evidenziano una selezione fortissima: alla Sapienza di Roma i “bocciati” sono il 50%: su 34 candidati, solo 17 hanno passato la prova. Ancora peggio è andata a Milano-Bicocca, dove su 43 iscritti solo in 16 sono risultati idonei. «Anche a Napoli il numero dei bocciati è cresciuto - anticipa Matteo De Lise, presidente dei giovani commercialisti di Ungdcec -. Altro che condono, come tutti si aspettavano, di fatto un orale con tutte le materie è penalizzante rispetto a tre prove in cui hai modo di recuperare». De Lise non crede alla laurea abilitante: «I giovani che escono dall’università non sono formati per la professione: il tirocinio e un esame pratico restano fondamentali».

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