ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùMobilitazione contro il Governo

Abilitazione e reclutamenti, dai sindacati no al decreto: proclamato lo stato di agitazione

Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda: «Scelte sempre e solo per decreto. Niente investimenti, ma tagli che il sistema subisce da decenni»

di Redazione Scuola

3' di lettura

Stato di agitazione del mondo della scuola. A proclamarlo i sindacati di categoria Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda secondo i quali «con la pubblicazione del decreto sulla scuola in GU del 1°maggio il Governo interviene pesantemente su molti aspetti della vita della scuola che, da autentica risorsa per il Paese, torna ed essere terreno di tagli di spesa e di scontro politico - ideologico. I documenti di programmazione economica pluriennale non prevedono investimenti, ma tagli che puntualmente il sistema subisce da decenni. Ancora una volta si decidono questioni di grande rilievo per il sistema scolastico attraverso atti unilaterali addirittura con decreto legge, sfuggendo da ogni confronto con il mondo della scuola».
«La consapevolezza che la partecipazione al cambiamento contribuisce, accrescendone la qualità e il valore, ai processi di innovazione, evidentemente in questa fase manca del tutto al Governo e alla “politica”. E questo dopo due anni di pandemia, in cui la scuola si è completamente reinventata, e con una guerra che comporta la necessità di accogliere i profughi dall'Ucraina (ne sono arrivati ed accolti oltre 30.000, anche minori non accompagnati). La scuola - evidenziano i sindacati - si sta confermando uno dei più efficaci strumenti di integrazione, attraverso atti di concreta e solidale accoglienza, nell'ottica di una vera cultura di pace. Anche solo per questo avrebbe meritato un trattamento diverso, caratterizzato da attenzione e coinvolgimento; analogamente lo avrebbero meritato le organizzazioni sindacali alle quali il personale ha rinnovato pochi giorni or sono la propria fiducia con una larghissima partecipazione al voto per il rinnovo delle Rsu, legittimandone ancora una volta il ruolo di rappresentanza».

Contro il decreto

« Invece - denunciano Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda - solo dopo qualche giorno dal voto per il rinnovo delle Rsu che ha visto un milione di lavoratori dare la propria fiducia alle organizzazioni sindacali, si decide di procedere per decreto su tematiche così importanti. Per questo le organizzazioni sindacali della scuola, unitariamente, hanno deciso una grande mobilitazione, a partire dai lavoratori, per arrivare a coinvolgere l'intera comunità educante che si vede ridurre l'ambito di autonomia, anch'esso di rilevanza costituzionale, al pari della libertà di insegnamento che rischia di subire inaccettabili condizionamenti».

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La mobilitazione

«Tutto ciò - aggiungono - in presenza di un'annosa e irrisolta questione retributiva che riguarda tutto il personale della scuola. Il Governo sottrae le risorse aggiuntive inserite in legge di Bilancio per il rinnovo del contratto destinandole a modalità di formazione incentivata decise unilateralmente, con evidente riduzione di quelle destinate a rivalutare nel loro complesso le retribuzioni di tutti e con l'ipoteca di tagliare l'organico nei prossimi anni. Per recuperare le risorse per una politica retributiva selettiva si ipotizza, fuori da ogni confronto negoziale, anche l'impiego delle risorse attualmente utilizzate per la card docenti. Nel frattempo non si affronta il tema del precariato, anzi il sistema di reclutamento delineato, ulteriormente appesantito nei tempi e nei requisiti, appare oltremodo punitivo e non in grado di risolvere la piaga del lavoro precario». E ancora, lamentano i sindacati di categoria: «Non si prevede per la formazione iniziale una normale e legittima fase transitoria e non si tiene in alcun conto la necessità di offrire opportunità di stabilizzazione del personale precario, per il quale non viene previsto uno specifico percorso di accesso al ruolo. Per tutte queste motivazioni, Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola rua, Snals e Gilda hanno convenuto di organizzare una forte mobilitazione, a partire da un'imponente campagna di informazione capillare rivolta non solo al personale della scuola, ma anche alla società civile, alle famiglie e ai cittadini, cui va immediatamente evidenziato come tali provvedimenti non riconoscano la necessaria centralità alle politiche dell'istruzione e della formazione con scelte che rafforzino realmente il ruolo della scuola pubblica e democratica del Paese, al fine di garantire il pieno esercizio del diritto allo studio».

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