Hackathon

Abitazione, ufficio, aula: la casa cambia, la smart home cambia la casa

L’integrazione delle soluzioni diventa la base per la casa del futuro: le idee emerse dall’Open Lab Smart Home dell’IoT Lab del Politecnico di Milano

di Gianni Rusconi

3' di lettura

L'iniziativa è partita lo scorso ottobre, vede tutt'ora coinvolti alcuni dei principali protagonisti del mercato della smart home fra produttori di dispositivi e system integrator (quali Bticino, Dice, Edison, Ezviz, Beeta by Tera e Vimar) e a sei mesi di distanza è arrivato il momento di mettere in tavola i risultati raggiunti.

L'hackaton“Open Lab Smart Home: Time to Hack!” voluta e promossa dall'IoT Lab del Politecnico di Milano ha chiamato a raccolta diverse squadre di studenti universitari e appassionati di domotica che hanno avuto l'opportunità di lavorare con le tecnologie e le soluzioni messe a disposizione dalle aziende partner per creare un ambiente intelligente e connesso, sviluppare nuovi casi d'uso e dimostrare che l'interoperabilità tra i vari ecosistemi dei singoli vendor è realizzabile.

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Lo scenario della casa connessa

«La pandemia – ha spiegato Giovanni Miragliotta, uno dei responsabili scientifici dell'IoT Lab - ci ha avvicinato come mai prima alle nostre abitazioni, trasformandole in spazi multifunzionali dove vita lavorativa, scolastica e privata dei suoi abitanti devono coesistere. La smart home evolve in risposta alle nuove esigenze di chi la abita, dimostrando di avere le potenzialità di offrire soluzioni a queste problematiche: sul piano tecnico, ciò è reso possibile dalle tecnologie di integrazione a livello di campo, cloud e assistenti vocali».

L'integrazione, secondo gli esperti, è ancora oggi il punto chiave per la costruzione di ecosistemi intelligenti in grado di offrire maggiori funzionalità rispetto ai singoli dispositivi e non è un caso che proprio il miglioramento dell'esperienza utente dato dalla maggiore interoperabilità tra dispositivi smart (unitamente al crescente interesse dei consumatori per l'automazione delle funzionalità domestiche) si tradurrà in un drammatico aumento delle vendite degli stessi nei prossimi anni.

Secondo Idc, dagli oltre 801 milioni di dispositivi per la smart home venduti nel 2020, con un incremento del 4,5% rispetto all'anno precedente, si passerà a 1,4 miliardi entro il 2025 grazie a una crescita a due cifre anno su anno.

Dalla SmartSitter…

Safety, assistenza alla persona e sicurezza sono i tre casi d'uso creati in laboratorio per avvalorare le ricadute positive e le potenzialità conferite alla casa intelligente dal raggiungimento dell'interoperabilità tra soluzioni mono-vendor. Per svilupparli sono state impiegate tecnologie abilitanti quali piattaforme open source (ad esempio Node-Red), protocolli di messaggistica di tipo Publish/Subscribe (ad esempio Mqtt), interfacce cloud Api dei vari dispositivi e assistenti vocali già conosciuti al grande pubblico come Amazon Alexa e Google Assistant.

La cura dei bambini da parte dei genitori che, pur lavorando da casa, non possono gestirli in modo compatibile con le proprie esigenze lavorative è una problematica a cui prova a rispondere una funzionalità di babysitting di base denominata SmartSitter. Attraverso una telecamera, una mappa con recinti virtuali e un programma di riconoscimento ottico, il sistema identifica i comportameti più ̀pericolosi che un bambino potrebbe intraprendere, allertando il genitore attraverso uno smart speaker e tentando di distrarre il bambino con segnali acustici e visivi.

...al SensorlessOffice

Ripensare la gestione dello spazio ufficio per ridurre gli sprechi di risorse (illuminazione, riscaldamento o raffrescamento) diventerà una priorità sempre più importante con l'accentuarsi delle modalità̀ di lavoro agili e da remoto.

Se i sensori possono impedire di dimenticare luci e altre utenze accese durante i periodi non lavorativi, un calendario condiviso per riportare eventuali meeting può rendere decisamente più efficiente l'utilizzo di una sala riunioni, accendendo per esempio i suoi sistemi di climatizzazione solo poco prima di essere occupata.

Abbinando la tecnologia di riconoscimento delle persone utilizzata in SmartSitter agli impianti di videosorveglianza già presenti, infine, è possibile sfruttare le telecamere come veri e propri sensori virtuali, evitando l'installazione di nuovi sensori e garantendo all'azienda un sensibile risparmio economico e di tempo.

Sicurezza ed efficienza energetica sono quindi i cardini del SensorlessOffice, applicazione che vuole dimostrare come le telecamere possono essere impiegate per controllare il numero di presenze all'interno dei vari spazi, fornendo indicazioni utili alla gestione dell'immobile. A tutto beneficio della sostenibilità (economica e ambientale) degli edifici.

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