abusi di minorenni

Abusi di minorenni, lo scandalo Epstein rischia di travolgere il Segretario al Lavoro di Trump

di Marco Valsania


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3' di lettura

NEW YORK – Un nuovo scandalo scuote l'amministrazione di Donald Trump. Il Segretario al Lavoro, Alexander Acosta, minaccia di essere travolto e costretto alle dimissioni per il suo coinvolgimento, quando era procuratore federale nello stato della Florida, in un controverso accordo: nel 2007 salvò dal carcere e da dure condanne per abusi sessuali a ragazzine minorenni l'influente miliardario Jeffrey Epstein, frequentatore di presidenti americani, leader internazionali e celebrità.

Trump ha difeso Acosta affermando di «sentirsi molto male» per lui. «Lo conosco come un gran lavoratore e fa un ottimo lavoro». Il Presidente ha tuttavia aggiunto che l'amministrazione «esaminerà con estrema attenzione la situazione». Oltre ad Acosta, la vicenda ha toccato il Ministro della Giustizia William Barr, che si è fatto da parte da qualunque ruolo nel caso perché uno studio legale per il quale aveva lavorato in passato aveva tra i clienti il miliardario. Dai ranghi dell’opposizione democratica si sono invece levate crescenti voci di protesta, a partire dalla speaker della Camera Nancy Pelosi e dal capo della minoranza al Senato Chuck Schumer, che chiedono l’immediata uscita di scena di Acosta. Cacciata o dimissioni sono state invocate anche dagli aspiranti democratici alla Casa Bianca nel 2020.

Lo scandalo è tornato alla ribalta con prepotenza perché Epstein è adesso nuovamente sotto accusa, questa a volta da parte delle autorità federali di New York, dove possiede un'enorme palazzina da 56 milioni di dollari nell'Upper East Side di Manhattan - al numero 9 della East 71st Street, con sette piani e marciapiede riscaldato. I magistrati newyorchesi hanno riaperto il caso perché anche qui, non solo in Florida dove ha un'altra regale residenza, avrebbe molestato decine e centinaia di minorenni. Il miliardario è stato arrestato per accuse di traffico sessuale di minori sabato scorso al rientro in città con il suo jet privato.

Inchieste giornalistiche del Miami Herald avevano già acceso i riflettori sulla vicenda di Acosta e Epstein. L’intesa extragiudiziale di dodici anni or sono era stata considerata insolita e pesantemente criticata. Epstein era stato accusato di abusi sessuali ai danni di minorenni tra il 2002 e il 2005, abuxi che cominciavano con sedute di massaggi. Epstein pagava le ragazzine, a volte di soli 13 o 14 anni, centinaia di dollari in contanti per “seduta” e le incentivava e trovare amiche disponibili creando un vero e proprio racket.

«Il comportamento del quale è accusato sciocca la coscienza», ha detto Geoffrey Berman, procuratore federale di Manhattan. Acosta stesso è corso ai ripari affermando di essere contento che i procuratori federali di New York stiano nuovamente perseguendo Epstein, aggiungendo che i suoi sono «crimini orrendi». Ha continuato indicando però che la procura di New York starebbe procedendo grazie a nuove prove rispetto a quando lui aveva gestito il caso. Allora Epstein, anziché rischiare l'ergastolo come possibile pena per gravi reati di traffico sessuale di minori, se l'era cavata con ben più scarne ammissioni di colpevolezza per sollecitazione di prostituzione minorile. Aveva cosi scontato 13 mesi in una prigione locale dove aveva ampi diritti di uscita. Un autista personale andava a prelevarlo per le sue 16 ore di libertà quotidiana. Quell'accordo, supervisionato personalmente da Acosta, venne anche tenuto nascosto alle famiglie delle vittime che si erano fatte avanti, altra pratica considerata da molti irregolare o illegale.

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