siderurgia

Acciaio: è il «D-Day» per l’aggiudicazione dell’Ilva

di Matteo Meneghello

(ANSA)

3' di lettura

La procedura per l’aggiudicazione dell’Ilva è a un passo dalla parola fine (è attesa per oggi). Gli occhi sono puntati sul ministero dello Sviluppo economico e anche sul fronte sindacale – con lo sciopero a Genova che coinvolgerà gli operai di Cornigliano e di Novi Ligure – con la “variabile” rappresentata dall’offerta di rilancio di Acciaitalia. Offerta formalizzata nonostante i commissari abbiano stilato dieci giorni fa una graduatoria (sulla quale è stato fornito un parere positivo da parte del Comitato di sorveglianza) preferendo il piano della cordata Am Investco Italy (composta da ArcelorMittal e dal gruppo Marcegaglia, Intesa Sanpaolo entrerà ad aggiudicazione avvenuta); l’Avvocatura dello Stato ha precisato venerdì che una eventuale fase di rilancio presuppone una nuova fase competitiva con la presentazione di nuovi piani, prospettiva che a sua volta richiede un nuovo intervento normativo e un allungamento dei tempi che a sua volta impatterebbe, secondo quanto riferisce il Mise, sull’attuazione del piano ambientale e sulla prosecuzione dell’attività produttiva di Ilva.

La risposta a Jindal
C’è attesa, tuttavia per capire quale sarà e se sarà quella scontata (con un probabile “fuori tempo massimo”) la risposta del ministero dello Sviluppo economico a Jindal south west dopo il rilancio da 1,850 miliardi di euro per gli asset dell’Ilva in amministrazione straordinaria. Arvedi e Cdp si sono fatti da parte e il gruppo indiano e Delfin si sono impegnati a rilevare pariteticamente le loro quote in AcciaItalia, prorogando contestualmente la validità dell’offerta al 30 settembre 2017. La proposta, anticipata al ministro dello Sviluppo Carlo Calenda nel blitz di mercoledì scorso di Sajjan Jindal, chairman di Jsw, è stata inviata nella serata di venerdì allo stesso Calenda e ai commissari del gruppo siderurgico, a poche ore e nonostante la precisazione del Mise sull’impraticabilità di un rilancio nell’ambito dell’attuale gara Ilva. Fonti vicine alla procedura ribadiscono che la proposta è irricevibile dal punto di vista procedurale e che i 50 milioni aggiuntivi offerti da AcciaItalia rispetto ad Am sono una cifra irrilevante se si considera che Ilva perde 30 milioni al mese.

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Lo stop di Calenda
Ora il rilancio però c’è, e perché venga accolto serve una nuova gara: il Mise deve esprimersi su questa eventualità. Anche se da Calenda sono arrivate dichiarazioni che suonano come una chiusura: «Nella definizione della vicenda Ilva seguiremo scrupolosamente le disposizioni di legge e le procedure di gara che, come si fa in un Paese serio, non si cambiano in corsa o peggio ex post». «All'interno di questo ambito - ha aggiunto il ministro - useremo tutti i margini previsti per conseguire i risultati migliori in termini occupazionali, ambientali e finanziari».

Il fronte sindacale
Sul fronte sindacale, intanto, i tre segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, Marco Bentivogli, Maurizio Landini e Rocco Palombella, hanno scritto al presidente del Consiglio Gentiloni e allo stesso Calenda per richiedere la convocazione di un «incontro preventivo» alle decisioni che il Governo dovrà assumere. Il confronto sindacale sulla decisione dei commissari (l’offerta da Am, dalla quale i commissari incasseranno 1,8 miliardi, prevede a regime una soglia occupazionale di circa 8.500 addetti) si è avviato fin da subito in salita. E questa mattina a Genova è previsto lo sciopero degli operai Ilva che andranno in prefettura insieme ai colleghi dello stabilimento di Novi Ligure

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