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Acciaio, Eusider rileva Bidue: piano di espansione all’estero

Il gruppo lecchese della famiglia Anghileri si rafforza nei tubi saldati. L’ad: puntiamo a rilevare un centro servizi per crescere sul mercato Ue

di Matteo Meneghello

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3' di lettura

Elettrodomestico, macchine movimento terra, veicoli commerciali, cantieristica. C’è qualche luce in fondo al tunnel della pandemia per la filiera metallurgica italiana. A confermarlo è Eusider, uno dei principali centri servizio italiani (tra i principali clienti dell’ex Ilva) e da questo punto di vista benchmark ideale. Il gruppo lecchese, dopo avere perfezionato un’acquisizione nel settore dei tubi saldati (la Bidue di Rovigo, con un’Ebitda margin del 23% e una quota export dell’80%), è già pronto a rilanciare con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il peso internazionale e intercettare, appena possibile, i primi segnali di ripresa.

«Con Bidue - spiega Eufrasio Anghileri, amministratore delegato del gruppo fondato insieme al fratello Antonio - entriamo nel settore del tubo saldato di qualità, con certificazioni che ci permettono di rafforzarci nella filiera del movimento terra e dei veicoli industriali». Comparti per i quali, a differenza dell’automotive, gli strascichi dell’era Covid sono meno pesanti. «Il 2020 - spiega Anghileri - si è chiuso con una flessione del 7% rispetto al fatturato dell’anno precedente. Un risultato tutto sommato soddisfacente, ottenuto grazie a un buon recupero tra settembre e dicembre. Un trend che, unito alla vivacità di settori come l’elettrodomestico e i segnali positivi della cantieristica, oltre che di movimento terra e veicoli commerciali, ci fa ben sperare per l’anno in corso. Ci aspetta un 2021 positivo».

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L’acquisizione di Bidue - 20 milioni di euro di fatturato, una trentina di dipendenti e un rapporto Pfn/Ebitda dello 0,17 - permette al gruppo Eusider una integrazione nel portafoglio prodotti, ma soprattutto una maggiore presa commerciale sui mercati esteri. «La forte componente export dell’azienda è stata una delle caratteristiche che ci ha spinto a concludere l’operazione - spiega Anghileri -. Bidue è presente in Usa, Russia, India, Cina, Sudamerica, oltre che in Europa. L’obiettivo è sfruttare la rete commerciale acquisita per internazionalizzare ulteriormente Eusider. In questi anni abbiamo portato l’incidenza delle vendite sull’estero sul totale al 30%, ma vogliamo fare di più». Un obiettivo che, nelle intenzioni di Anghileri, potrebbe essere raggiunto con una ulteriore acquisizione, direttamente all’estero.

«Puntiamo a uscire dall’Italia e mettere un piede in Europa - spiega Anghileri -. Stiamo verificando la possibilità di acquisire un centro servizi all’estero che ci verticalizzi ulteriormente ma soprattutto faccia fare al gruppo il salto di qualità decisivo nel suo percorso di internazionalizzazione».

Il gruppo, nel quale ha fatto il suo ingresso da tempo la seconda generazione con Giacomino e Maria, figli di Eufrasio, rispettivamente amministratore delegato e coo della Spa - opera con Eusider Spa e sette società controllate con un totale di 500 dipendenti. Le sedi sono 14 per 160mila metri quadrati coperti. Nel 2019 Eusider ha venduto 1,258 milioni di tonnellate, fatturando 696,9 milioni di euro (il 31% all’estero), con un Ebitda di 35,7 milioni di euro. Nell’anno appena archiviato, nonostante le difficoltà dettate dai lockdown a cavallo tra il primo e il secondo trimestre, è stato confermato il piano di investimenti, sia acquistando nuovi impianti e macchinari industriali 4.0, sia ampliando gli stabilimenti per un controvalore di 12,5 milioni di euro.

I principali prodotti trattati e commercializzati sono coils, lamiere da treno, tubi e barre cromate, tondi, acciaio inox e alluminio, mentre i settori industriali serviti sono, come detto, elettrodomestici (tra i clienti i principali operatori sul mercato italiano come Whirlpool, Electrolux, Smeg, Elica) automotive, movimento terra, cantieristica navale (è fornitore diretto di Fincantieri) e infrastrutture, oltre ad arredo casa e oil&gas.

Con le sue dimensioni, Eusider è uno dei principali clienti dell’ex Ilva . «Ilva è sempre stato il nostro fornitore principale - spiega Anghileri - ed è stato un punto di riferimento imprescindibile anche in questi ultimi difficili anni. Continueremo a stare vicini a Taranto: il suo prodotto non ha eguali, è un’acciaieria ottima, che ci ha sempre sostenuto e della quale vogliamo continuare a essere clienti continuativi anche nel futuro».

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