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Acciaio, nuova multa di Bruxelles al “cartello del tondino”

La Commissione europea sanziona cinque aziende. L’ammenda è di 16 milioni e coinvolge Alfa Acciai, Feralpi, Ferriere Nord, l’ex Riva Fire e Ferriera Valsabbia

di Matteo Meneghello

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La Commissione europea sanziona cinque aziende. L’ammenda è di 16 milioni e coinvolge Alfa Acciai, Feralpi, Ferriere Nord, l’ex Riva Fire e Ferriera Valsabbia


2' di lettura

Nuova mossa di Bruxelles contro il «cartello del tondino». La Commissione europea ha riadottato la decisione su un presunto cartello nel settore dell’acciaio nel comparto del tondo per cemento armato che, nel periodo tra dicembre del 1989 e luglio del 2000, ha coinvolto secondo le ricostruzioni otto imprese italiane. La vicenda si trascina dal 2002 tra sentenze, ricorsi, annullamenti e impugnazioni. Oggi sono state decise ammende nei confronti di Alfa Acciai, Feralpi holding, Ferriere Nord, Partecipazioni Industriali (l’ex Riva Fire, la holding che controllava anche Ilva, oggi in procedura concorsuale) e Valsabbia investimenti-Ferriera Valsabbia. Il totale delle multe è di 16,074 milioni. Il cartello era già stato oggetto di due precedenti decisioni, nel 2002 e nel 2009.

Originariamente erano state multate anche Industrie riunite Odolesi (Iro) Siderpotenza (oggi di proprietà di Ferriere Nord, ma la multa è in realtà in competenza della ex Lucchini, oggi commissariata) e altre due imprese, Leali ed Acciaierie e Ferriere Leali Luigi che vennero considerate insieme poiché costituivano un’unica impresa prima della scissione avvenuta nel 1998 (oggi questi asset non esistono più, essendo stati spenti gli impianti prima del fallimento di Leali steel). Nel dicembre 2002, la Commissione aveva multato gli otto produttori di acciaio e Federacciai, decisione annullata dal Tribunale Ue nell’ottobre del 2007. Nel settembre 2009 la Commissione aveva adottato nuovamente una decisione che infliggeva ammende a tutte e otto le società, confermata dal Tribunale e diventata definitiva per le tre società che non hanno presentato ricorso (sono quelle non incluse nella decisione di oggi della Dg Competition).

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Nel settembre 2017 la Corte di giustizia aveva annullato le sentenze del Tribunale e la decisione della Commissione del 2009. Sia l’annullamento della decisione della Commissione del 2002 da parte del Tribunale Ue che l'annullamento della decisione della Commissione del 2009 da parte della Corte di giustizia erano fondati su motivi procedurali. La decisione di oggi della Commissione segue questi passaggi imponendo multe ai cinque produttori. La riadozione di questa decisione, indica Bruxelles, «è basata sull’interesse pubblico nel perseguire un’efficace e deterrente applicazione nei confronti dei cartelli». La decisione riadottata include una riduzione straordinaria del 50% per tutte e cinque le società come «riconoscimento della lunga durata dei procedimenti non imputabile alle società coinvolte».

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Le aziende, dopo la vittoria del 2017, erano in attesa di rientrare in possesso del denaro già vincolato per le multe. Nei confronti dei principali produttori italiani di tondo per cemento armato è aperta anche una procedura da parte dell’autorità garante del mercato italiana, in relazione a un presunto cartello operato tra il 2010 e il 2016. Le imprese, dopo avere vinto nel giugno dell’anno scorso un ricorso al Tar, attendono il pronunciamento del Consiglio di stato, atteso per l’inizio dell’anno prossimo.

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