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Acciaio, volano i conti di Mittal ma l’ex Ilva Taranto attende la ripartenza

La ripresa della domanda porta a un utile netto da 2,3 miliardi per il gruppo indiano. ArcelorMittal Italia esce definitivamente dal perimetro

di Domenico Palmiotti

Ex Ilva, "Acciaierie d'Italia: cambia solo il nome, servono investimenti"

4' di lettura

ArcelorMittal corporate vola. Mette a segno nella prima parte di quest’anno, grazie alla ripresa dell’acciaio, un utile netto di 2,3 miliardi di dollari e si galvanizza perchè «il primo trimestre» è stato «il nostro più forte in un decennio», come dice il ceo Aditya Mittal. L’Italia, invece, attende di veder ripartire gli impianti tarantini anche se il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha dichiarato che nel primo trimestre 2021 pure Taranto ha generato utili. Intanto dai conti trimestrali della corporate, si ha l’ulteriore conferma che ArcelorMittal Italia, la società guidata dall’ad Lucia Morselli, esce definitivamente dal perimetro della corporate. «A seguito della formazione di una partnership pubblico-privata con Invitalia, ArcelorMittal Italia verrà deconsolidata a partire dal secondo trimestre 2021. La nuova società Acciaierie d’Italia opererà in modo indipendente con propri piani di finanziamento» spiega il quartier generale della multinazionale.

Acciaierie d’Italia deve insediare il cda

La nuova società Acciaierie d’Italia è nata a metà aprile dopo lo sblocco del versamento di 400 milioni da parte Invitalia. Pubblico e privato governeranno l’azienda al 50 per cento, lo Stato salirà al 60 per cento l’anno prossimo, ma il cda della società - che sarà presieduto da Franco Bernabè, già al vertice di Eni e Telecom - non è ancora insediato. L’insediamento dovrebbe avvenire a metà mese. Lo stesso Bernabè sul punto ha infatti dichiarato giorni fa: «Presidente dell0Ilva penso che lo sarò da metà maggio. L’Ilva - ha detto Bernabè - è un patrimonio enorme del Paese, che non è stato gestito dal punto di vista ambientale. È un asset importantissimo, che va assolutamente sanato, nell’interesse del Paese, salvaguardando salute e ambiente di tutta la zona. È un impegno importante ma necessario».

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La sentenza del Consiglio di Stato sugli impianti

E attorno a metà maggio ci sono anche altre scadenze importanti: approvazione del bilancio 2020 di ArcelorMittal Italia, incontro l’11 maggio al Mise tra il ministro Giorgetti e i sindacati, udienza il 13 maggio del Consiglio di Stato. Questo è chiamato a decidere se confermare o bocciare la sentenza con la quale, lo scorso febbraio, il Tar Lecce - confermando una ordinanza di febbraio 2020 del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci - ha ordinato lo spegnimento degli impianti dell’area a caldo entro 60 giorni. Impianti da spegnere perchè ritenuti inquinanti. E l’area a caldo è il cuore produttivo della fabbrica. «ArcelorMittal a Taranto nel primo trimestre di quest’anno ha prodotto utili», ha dichiarato il ministro Giorgetti in un webinar promosso dalle testate del gruppo Caltagirone. È proprio sulla scorta di questi dati che Giorgetti si è detto ottimista. «Sono molto ottimista al netto della situazione molto complicata», ha rilevato Giorgetti parlando di Taranto e di Piombino dove c’è il gruppo Jindal. «L’acciaio - ha spiegato il ministro - nell’opinione pubblica è sinonimo di fallimenti seri. Il Governo - ha aggiunto - ha un progetto che si avvarrà sia delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, sia delle capacità tecnologiche offerte dai campioni nazionali che abbiamo nei vari settori».

La sfida dei 5 milioni di tonnellate nel 2021

ArcelorMittal Italia ha chiuso il bilancio 2019 con una perdita di 865,9 milioni di euro rispetto a una perdita di 5,5 milioni di euro dell’esercizio 2018 che riguardava però solo due mesi di operatività (novembre e dicembre 2018: ArcelorMittal Italia è infatti subentrata a Ilva in amministrazione straordinaria, prendendo in fitto gli impianti dell’acciaio, l’1 novembre 2018 ndr). A quanto si apprende, i conti 2020 di ArcelorMittal Italia dovrebbero essere andati meglio rispetto al profondo rosso del 2019, le perdite dovrebbero essere state ridotte, con situazioni migliori soprattutto nel secondo e terzo trimestre dell’anno. Lo stesso direttore delle Risorse umane di ArcelorMittal Italia, Arturo Ferrucci, in un incontro di mesi addietro con i sindacati, disse esplicitamente che il terzo trimestre 2020 si era chiuso quasi in pareggio. Ma va anche osservato che il 2020 per ArcelorMittal Italia è stato un anno caratterizzato da bassissima produzione (poco più di 3 milioni di tonnellate a Taranto, un record storico negativo), diversi impianti fermi, tra cui l’altoforno 2 e l’acciaieria 1, e un elevato utilizzo della cassa integrazione Covid, con punte che hanno raggiunto le 4mila unità a fronte di 8.200 dipendenti diretti di Taranto. Quest’anno i piani prevedono che l’ex Ilva faccia 5 milioni di tonnellate, obiettivo di produzione impegnativo tanto più che l'altoforno 4, uno dei tre operativi a Taranto, è attualmente fermo e lo resterà sino a fine maggio. Ferma, perché collegata, anche l’acciaieria 1. Quindi c’è meno produzione di ghisa da trasformare in acciaio. Ma al di là della risalita produttiva (Taranto ha da pochi giorni un nuovo direttore di stabilimento, Vincenzo Dimastromatteo), c’è tutto il rilancio della società da affrontare tra nuovi investimenti, manutenzioni e gestione della forza lavoro.

La corporate: 2,3 mld di utile netto nei primi 3 mesi dell'anno

La corporate ArcelorMittal ha realizzato un utile netto di 2,3 miliardi di dollari nel primo trimestre 2021 rispetto a 1,2 miliardi del quarto trimestre 2020. Lìutile operativo dei primi tre mesi del 2021 è di 2,6 miliardi di dollari rispetto a 2,0 miliardi del quarto trimestre 2020. L’Ebitda si attesta a 3,2 miliardi di dollari nel primo trimestre 2021, 88% in più - si evidenzia - rispetto al quarto trimestre quando fu registrato un Ebitda di 1,7 miliardi (1,0 miliardi, invece, nel primo trimestre 2020). Per Aditya Mittal, «operativamente abbiamo avuto un inizio d’anno molto positivo. Stiamo assistendo - ha proseguito - a una continuazione delle dinamiche di mercato positive del quarto trimestre e abbiamo costantemente riportato la produzione in linea con la ripresa della domanda». Ma, ha rilevato infine Mittal, «sebbene questo sia naturalmente uno sviluppo molto gradito dopo un 2020 altamente impegnativo, siamo consapevoli che il Covid continua a essere una sfida per la salute in tutto il mondo».

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