la battaglia legale sul divorzio

Accordo Berlusconi-Lario, entrambi rinunciano ai crediti

Il Tribunale di Monza ha dato il via libera all’intesa raggiunta dalle due parti, chiudendo tutte le pendenze giudiziarie


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2' di lettura

Silvio Berlusconi e Veronica Lario hanno raggiunto un accordo, ratificato dal Tribunale di Monza, che mette la parola fine alla battaglia legale sui profili economici del divorzio, chiudendo tutte le pendenze. Il leader di Forza Italia, assistito dagli avvocati Valeria De Vellis e Pier Filippo Giuggioli, ha rinunciato a chiedere i circa 46 milioni di euro che l’ex moglie gli doveva sulla base della sentenza della Cassazione che confermò la revoca dell’assegno di divorzio. Lario, dal canto suo, ha rinunciato a chiedere 18 milioni.

Via libera all’intesa fra le parti
In sostanza, riferisce l’agenzia Ansa, stamani i giudici del Tribunale di Monza (presidente del collegio Laura Gaggiotti) hanno dato il via libera all’intesa raggiunta dalle due parti. Un accordo che passa appunto per la rinuncia reciproca dei crediti e che chiude tutte le pendenze giudiziarie e, in particolare, la “partita” sui pignoramenti reciproci che erano stati disposti nell'ambito del contenzioso.

Somma una tantum alla Lario
Sempre sulla base dell'intesa, Berlusconi, a questo punto, dovrà versare soltanto una somma “una tantum” all’ex moglie, che allo stesso tempo, però, contribuirà in parte a pagare le spese legali.

Veronica non ha diritto all’assegno di divorzio
A fine agosto scorso, la Suprema Corte aveva stabilito che Veronica Lario vive una condizione di «assoluta agiatezza», che la ripaga del «sacrificio delle aspettative professionali» dell’ex attrice, e che quindi non ha diritto all’assegno di divorzio, come già deciso dalla Corte d’Appello milanese (il tribunale lo aveva inizialmente quantificato in 1,4 milioni al mese).

L’effetto della sentenza chiuso dalla sigla dell’accordo
L’effetto di questa sentenza era che Lario avrebbe dovuto restituire appunto circa 46 milioni all'ex marito. Nel frattempo, Berlusconi, attraverso i suoi legali, aveva ottenuto anche dai giudici di Monza un decreto ingiuntivo per i pignoramenti di beni della ex moglie, oltre a quelli già pignorati a partire dal 4 settembre scorso, ossia i conti correnti a lui intestati in 19 banche su cui erano depositati somme di denaro, titoli, obbligazioni e altro. Conti che erano stati, a sua volta bloccati, da Veronica nell'aprile del 2017. L'accordo siglato stamani chiude ogni pendenza, compresi i procedimenti sui reciproci pignoramenti.

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