La svolta

Accordo Cina-Ue per la protezione di specialità alimentari e bevande

Sì del Parlamento europeo al primo accordo economico bilaterale con Pechino. Si tratta di 100 prodotti con indicazione geografica (IG).

di Rita Fatiguso

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(AFP)

Sì del Parlamento europeo al primo accordo economico bilaterale con Pechino. Si tratta di 100 prodotti con indicazione geografica (IG).


2' di lettura

Il dialogo tra Cina ed Unione europea compie un passo in avanti significativo.
Il Parlamento europeo ha dato il consenso ieri al primo accordo bilaterale economico e commerciale mai firmato tra Cina ed Europa.
Si tratta della protezione reciproca di 100 prodotti con indicazione geografica (IG).
Le prove generali avviate un decennio fa tra Cina ed Europa con un accordo relativo a soli 10 prodotti hanno dato i loro frutti.
Il processo per individuare la lista definitiva è stato particolarmente complesso, soprattutto a causa della difficoltà di individuare standard comuni per la catalogazione dei prodotti.
Esattamente un anno fa la notizia che l'iter tecnico per la definizione della lista era stato completato fu data dal presidente francese Emmanuel Macron durante la sua visita di Stato a Pechino.

L'intesa siglata a settembre

Con una risoluzione adottata con 633 voti favorevoli, 13 contrari e 39 astensioni il Parlamento ha recepito l'intesa siglata tra i due blocchi lo scorso mese di settembre come atto di buona volontà verso una meta più grande: il trattato bilaterale sui investimenti reciproci che il presidente Xi Jinping durante il suo discorso video inaugurale della CIIE, la Fiera dell'Import di Pechino che ha appena chiuso i battenti a Shanghai, ha promesso di voler chiudere entro l'anno. Dopo il consenso del Parlamento, tocca al Consiglio adottare l'accordo perché possa effettivamente entrare in vigore all'inizio del 2021.

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Un quadriennio per fare di più

Non solo. Oltre alla protezione delle 200 specialità alimentari europee e cinesi i deputati europei hanno accettato di estendere l'accordo ad altri 175 prodotti europei e cinesi nei quattro anni dalla sua entrata in vigore.

La mossa promette di rilanciare le esportazioni agroalimentari europee verso la Cina, che nel 2019 ammontavano già a 14,5 miliardi di euro.Questo accordo dei 100 prodotti è stato definito “un importante esercizio di consolidamento della fiducia” nell'ottica dei negoziati in corso tra la Ue e la Cina per un accordo bilaterale di investimenti dallo stesso relatore Iuliu Winkler. “Si tratta del primo accordo economico e commerciale mai firmato con la Cina, con un valore simbolico e di consolidamento della fiducia. “È anche – ha aggiunto l'europarlamentare - una buona indicazione dell'ambizione cinese di migliorare la protezione dei diritti sulla proprietà intellettuale”.Tra i prodotti italiani figurano, tra gli altri, l'aceto balsamico di Modena, il prosciutto di Parma e il San Daniele, la mozzarella di bufala campana e il parmigiano reggiano, oltre a numerosi vini e altri formaggi.

Luci e ombre

Nel 2019, la Cina è stata la terza destinazione per le esportazioni Ue di prodotti IG, tra cui vini, bevande alcoliche e prodotti agroalimentari. Nel testo della risoluzione si precisa anche che, nel 2018 e nel 2019, l'80% dei sequestri europei di merci contraffatte e usurpative ha avuto origine in Cina, causando perdite pari a 60 miliardi di euro per i fornitori europei. Allo stesso tempo, ribadisce il Parlamento, c'è preoccupazione per le pratiche distorsive del mercato delle imprese statali cinesi, per i trasferimenti forzati di tecnologia e altre pratiche commerciali sleali. Inoltre, i deputati sono preoccupati per le notizie relative allo sfruttamento e alla detenzione di uiguri in fabbriche cinesi.

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