cONSEGNATA LA LETTERA ALL’oNu

Accordo sul clima, Trump formalizza il ritiro degli Usa

Occorrerà un anno per il definitivo disimpegno degli Stati Uniti. Macron a Shanghai: ora decisiva la collaborazione tra Cina e Unione europea.


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Una manifestazione a favore del climate change a Los Angeles, venerdì 1° novembre

2' di lettura

Ora è ufficiale. Gli Stati Uniti hanno inviato all’Organizzazione delle nazioni unite (Onu) il ritiro formale dall’accordo del clima, che diventerà operativo entro un anno, il giorno dopo la data delle elezioni presidenziali del 2020. La notizia è stata data dal segretario di Stato Mike Pompeo. Secondo l’Amministrazione Trump, l’accordo di Parigi - firmato da quasi 200 nazioni - porrebbe «un peso economico iniquo» sulle spalle dell’economia Usa. Gli impegni previsti dell’accordo sul clima, in realtà, sono volontari.

Pompeo: nessun disimpegno
L’Amministrazione non vuole però che il ritiro sia considerato un totale disimpegno. «Nelle trattative internazionali sul clima, continueremo a offrire un modello realistico e pragmatico, sostenuto da una serie di reali risultati globali, che mostri come l’innovazione e i mercati aperti portino a una maggiore prosperità, meno emissioni e più sicure fonti di energia», spiega un comunicato della Casa Bianca. Le pressioni e i tagli alla ricerca sul clima che non si adegui alla volontà politica dell’Amministrazione e la politica neoprotezionistica generano però molti dubbi sia sul realismo delle proposte americane, sia sul suo impegno a favore del libero percato.

Un «peso iniquo» sugli Usa
L’Onu ha preso atto della lettera di ritiro, consegnata a mano, e presto definirà la procedura per l’effettivo abbandono degli Stati Uniti. Trump aveva promesso di disattendere gli impegni presi dagli Usa già nel 2017, ma il ritiro formale non era possibile fino a lunedì 4 novembre. In precedenza gli Stati Uniti si erano impegnati a ridurre le emissioni di anidride carbonica del 15%, rispetto al 1990 entro il 2025 (26-28% rispetto al 2005). L’Unione europea si è invece impegnata a ridurle del 40%, rispetto al 1990, entro il 2030 e la Gran Bretagna è già oltre quell’obiettivo.

Macron: ora «decisivo» il rapporto tra Ue e Cina
La Francia, che ha raccolto il ruolo di leadership dopo la rinuncia Usa, ha rilanciato intanto il rapporto tra Unione europea e Cina sulla lotta all’inquinamento. La cooperazione tra le due aree economiche sarà «decisiva», ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, a Shanghai, alla China International Import Expo. «Se vogliamo rispettare l’accordo di parigi, dovremo, l’anno prossimo, aumentare il nostro impegno nella riduzione delle emissioni, e confermare i nuovi impegni per il 2030 e il 2050».

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