Filiere

Accordo di filiera Coldiretti-Princes per tutelare il pomodoro made in Italy

L’intesa prevede il riconoscimento di un prezzo equo ai produttori e l’impegno contro le pratiche di sfruttamento del lavoro

di Emiliano Sgambato

Accordo Princes-Coldiretti per la tutela del pomodoro pugliese

3' di lettura

Coldiretti e Princes Industrie Alimentari (società che gestisce a Foggia il più grande stabilimento in Europa per la trasformazione del pomodoro, parte di Princes, gruppo internazionale del food&beverage del Regno Unito), hanno stretto un “accordo nazionale di filiera” per tutelare il pomodoro 100% Made in Italy e sostenerne lo sviluppo mettendo al centro le persone, l'ambiente e la crescita economica.

Come si legge in una nota, l’accordo – integrato dalla collaborazione di Princes con Oxfam Italia su attività di monitoraggio e supporto alla formazione dei lavoratori – «delinea un quadro di riferimento per promuovere la sostenibilità sociale, economica e ambientale della filiera del pomodoro italiano», e contestualmente rafforza «la lotta contro il fenomeno dell'Italian Sounding, un mercato che ha superato i €100 miliardi, il doppio del valore dell'export di cibo italiano nel mondo».

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«Con le importazioni di derivati di pomodoro dalla Cina che quest'anno sono raddoppiate (+93%) e supereranno nel 2021 le 100mila tonnellate nel 2021 – ha commentato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini – è importante garantire la tracciabilità sugli scaffali e la qualità e sostenibilità del Made in Italy. Occorre quindi combattere la concorrenza sleale di prodotti importati dall'estero facendo in modo che tutti gli alimenti in vendita in Italia ed in Europa rispettino le stesse regole su ambiente, salute e diritti dei lavoratori. Con questo accordo prosegue il nostro lavoro per filiere più giuste, moderne e sostenibili».

«Nato da obiettivi condivisi con Coldiretti e i nostri partner – ha aggiunto l’ad di Princes Industrie Alimentari, Gianmarco Laviola – questo accordo è un ulteriore passo in avanti per dare concretezza al futuro della filiera del pomodoro e, di conseguenza, all'Italia. Come impresa ci impegniamo direttamente a favore dell'ambiente e applichiamo pratiche di lavoro etico e condizioni economiche eque. Con questo nuovo accordo proponiamo un modello di riferimento che possa ispirare e incentivare iniziative condivise fra imprese, associazioni e istituzioni».

La collaborazione con Oxfam Italia è inoltre un segno importante della volontà di Princes di fare sistema lungo tutta la filiera in modo da rafforzare l'impegno contro le pratiche di sfruttamento, fra cui il fenomeno del caporalato. Princes e Oxfam Italia lavoreranno per rendere più efficaci le iniziative che coinvolgono le cooperative agricole e lavoratori impiegati nella raccolta di pomodoro - attraverso procedure di monitoraggio – ed il supporto alla formazione in merito a pratiche agronomiche, aspetti normativi, buone pratiche dei rapporti di lavoro ma anche supporti tecnologici e di sicurezza.

Coldiretti e Princes «si impegnano a valorizzare l'elevata qualità e l'identità nazionale della filiera del pomodoro italiano per ridare competitività a un comparto strategico per la ripresa del Paese». L'Italia, infatti, rappresenta il 15% della produzione mondiale di pomodoro (l’ultima campagna ha raggiunto le 6 milioni di tonnellate di prodotto trasformato) per un comparto che vale oltre 3,7 miliardi di fatturato. La Puglia da sola contribuisce per circa il 30% all'intero volume del pomodoro italiano da industria e per circa il 60% a quello coltivato nel Sud Italia.

Princes conferma ai produttori associati a Coldiretti la possibilità di sottoscrivere contratti di fornitura della durata di tre anni riconoscendo anche un prezzo “equo” per il pomodoro, cioè basato sugli effettivi costi sostenuti. L'azienda definisce il prezzo equo di acquisto della materia prima sulla base del conto culturale elaborato dall'Università degli Studi di Foggia. Per i conferimenti di pomodoro 2021, Princes ha confermato alle aziende partner la remunerazione prevista nel 2020 che ha rappresentato un aumento storico per gli agricoltori della Capitanata. Inoltre, l'azienda riconosce un incentivo addizionale a quegli agricoltori che investono sul conferimento di pomodoro di qualità superiore.

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