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Accordo Italia-Gb-Giappone: sì al super caccia Tempest, operativo dal 2035

La fase di sviluppo inizierà nel 2024, dovrebbe essere operativo nel 2035. Si tratta di jet supersonico di sesta generazione destinato a sostituire l’attuale Eurofighter Typhoon

Una rappresentazione del probabile design di Tempest (Afp)

2' di lettura

L’Italia, il Regno Unito e il Giappone hanno stretto un’alleanza «senza precedenti» nel settore della difesa per lo sviluppo e la costruzione del caccia del futuro, un jet supersonico di sesta generazione destinato a sostituire l’attuale Eurofighter Typhoon (frutto della collaborazione tra Italia, Regno Unito, Germania e Spagna).

Il nuovo aereo da combattimento si chiamerà Tempest e dovrebbe essere operativo nel 2035, con l’avvio della fase di sviluppo nel 2024. Lo ha annunciato il premier britannico Rishi Sunak, confermando le recenti indiscrezioni dei media internazionali. Tra i partner strategici del progetto compare anche il gruppo Leonardo.

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GB: con nuovo caccia sconfiggeremo nemici

«La sicurezza del Regno Unito, sia oggi sia per le generazioni future, sarà sempre di primaria importanza per questo Governo. È per questo che dobbiamo rimanere all’avanguardia nei progressi della tecnologia della difesa, superando e sconfiggendo coloro che cercano di farci del male»: lo ha detto il premier britannico, Rishi Sunak, commentando lo storico accordo di collaborazione tra l’Italia, il Regno Unito e il Giappone per lo sviluppo e la costruzione del Tempest, il caccia supersonico di sesta generazione.

Il primo progetto del Giappone senza gli Usa

L’accordo fonde il progetto britannico-italiano Tempest e il programma giapponese F-X, anche se la dichiarazione rilasciata il 9 dicembre non fornisce dettagli finanziari sull’operazione. Il programma, denominato ufficialmente Global Combat Air Programme, infrange un vecchio tabù per il Giappone: è la prima volta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale che Tokyo ha scelto un partner diverso dagli Usa per un progetto militare. La mossa, scrive l’agenzia Reuters, è stata spinta dalla ritrosia della Casa Bianca a condividere tecnologie militari. «Attraverso il GCAP, ci baseremo sulle nostre relazioni di lunga data in materia di difesa» hanno dichiarato i leader nella loro dichiarazione scritta, aggiungendo che il piano «produrrà benefici economici e industriali più ampi, sostenendo l’occupazione e i mezzi di sussistenza in Italia, Giappone e Regno Unito».

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