Il procuratore generale

Canale (Corte conti): «Accordo con la procura Ue: alto rischio sui finanziamenti Pnrr»

L’intervista ad Angelo Canale Procuratore generale della Corte dei Conti

di I.Cimm.M.Mo.

Pnrr, ecco obiettivi e risorse delle sei missioni del piano

2' di lettura

«Dal 2016 ai giorni nostri sono stati promossi dalle procure regionali contabili oltre mille giudizi di responsabilità. Nel passato, quando sono stati stanziati fondi straordinari per le ricostruzioni post eventi calamitosi, si sono sempre registrate, tra una maggioranza di comportamenti corretti e iniziative virtuose, anche condotte fraudolente e infiltrazioni criminose». In vista dei fondi del Pnrr «c’è la certezza» del rischio frodi: «È quindi necessario che il livello di attenzione sia alto».

Così il procuratore generale della Corte dei conti, Angelo Canale. In vista della giornata studi in collaborazione con la Guardia di finanza, traccia la direttrice che le procure regionali dovranno seguire per alzare il livello dei controlli.

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Procuratore, c’è un rischio di frodi sui fondi Pnrr?

Direi che c’è la certezza. È quindi necessario che il livello di attenzione di tutti gli organi dello Stato deputati a contrastare il malaffare, nella fase di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, sia alto. Anche le procure della Corte dei conti devono farsi trovare preparate, perché, come ho detto altre volte, “non un euro deve essere sprecato”.

In questo senso, quindi, va letto l’accordo di lavoro siglato con la procura europea presieduta da Laura Codruţa Kövesi.

Rientra in una azione strategica che oggi, con il Regolamento europeo 241 del febbraio 2021, che disciplina il cosiddetto Recovery Fund, assume un rilievo ancora maggiore. È pertanto naturale che la neo istituita procura penale europea abbia guardato con interesse ad un rapporto sinergico anche con la magistratura contabile inquirente. Ne sono personalmente soddisfatto.

Ci sono le risorse sia umane sia tecnologiche per fronteggiare le frodi?

La Corte dei conti, nel suo complesso, quindi anche gli uffici del pm contabile, è sotto organico. Dovremmo essere in totale 625 ma siamo, al momento, 449 magistrati. Invece, le dotazioni tecnologiche sono sufficientemente adeguate. Sinceramente mi preoccupa altro.

Lo dica.

Mi preoccupa il profilo normativo, con la recente riduzione del perimetro della responsabilità amministrativa motivata con la necessità di contrastare la cosiddetta “paura della firma”. Questa scelta, tra l’altro, ha comportato un disallineamento tra la normativa europea, che persegue condotte dannose dei funzionari Ue anche nei casi di colpa grave, e la nostra recente normativa, che invece esclude per le condotte attive proprio la colpa grave, almeno fino al 2023.

Però procuratore c’è un tema legato alla firma. In passato sono stati diversi i casi di funzionari messi sotto accusa per aver inconsapevolmente controfirmato documenti penalmente rilevanti. La questione è reale?

Nessuno ha mai fornito dati concreti, ma francamente ritengo che sia reale. Tuttavia, si deve contrastare diversamente, non attenuando le responsabilità. Si ha paura, generalmente, di ciò che non si conosce o non si conosce adeguatamente. Per questa ragione io sottolineo la necessità che la formazione dinamica della dirigenza pubblica sia una priorità; dopo di ciò i dirigenti devono essere responsabili delle proprie azioni.

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