Friuli-Venezia Giulia

Accordo Pordenone con Udine e Gorizia per rendere efficienti costi e calendari

Nuovi servizi

di Giovanna Mancini

2' di lettura

La pandemia non ha fermato il dinamismo di Pordenone Fiere: «Nel 2020 i ricavi sono crollati, come per tutti, rispetto ai 7,5 milioni raggiunti nel 2019, ma siamo riusciti a chiudere in attivo e abbiamo investito circa 400mila euro per lo sviluppo delle infrastrutture digitali», spiega il presidente Renato Pujatti. «Siamo una realtà piccola, ma importante per il nostro territorio e siamo in piena espansione – aggiunge il manager –. Abbiamo nove padiglioni e non ci bastano. Quest’anno faremo nove fiere internazionali, a partire da settembre, una dopo l’altra. Se saremo bravi, riusciremo a chiudere l’anno in pareggio, anche se i ricavi saranno ancora inferiori alla media. Pujatti è da sempre un sostenitore di alleanze e collaborazioni sul territorio, dal Friuli-Venezia Giulia al Veneto, ma anche con realtà dei Paesi vicini: Austria, Croazia e Slovenia. «Per collaborazioni intendo accordi commerciali, sugli acquisti o sulla programmazione – precisa il presidente – lasciando a ciascuno le proprie competenze. Non ci interessano fusioni societarie: siamo un’azienda solida e in crescita, ma siamo a disposizione del territorio».

Di qui l’intesa raggiunta lo scorso novembre con la Fiera di Udine e Gorizia, una piccola realtà a controllo pubblico che per il rilancio prevede di affiancare all’attività principale di gestione di fiere, eventi e congressi, anche l’offerta di nuovi servizi, grazie alla riconversione di una parte delle aree e strutture di proprietà, che saranno destinate a nuove funzionalità. Alcuni padiglioni, ad esempio, ospiteranno eventi musicali e culturali, altri saranno trasformati in campus scolastici, spiega l’amministratore unico Lucio Gomiero. «Chiuderemo il 2020 in utile, dopo molti anni in rosso, grazie alla cessione di una partecipata nel settore energia – dice Gomiero –. Ora ci concentriamo sulla ripartenza. Il 2021 sarà ancora un anno di tribolazione, ma per le fiere piccole come la nostra è possibile ridurre i danni». Tra gli asset strategici c’è anche l’alleanza con Pordenone. «Non ha senso che una regione come la nostra abbia più enti fieristici – osserva Gomiero –. Con Pordenone abbiamo siglato un accordo operativo, per definire insieme alcuni palinsesti, ma per creare sinergie di costo». Ma Udine-Gorizia, vista la sua collocazione geografica, guarda anche oltreconfine e cerca partnership con Austria e Slovenia su settori come la filiera del legno o altre specializzazioni territoriali.

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