al g20 di osaka

Accordo Xi-Trump per riavvio dei negoziati commerciali. «Sospesi nuovi dazi Usa»

dal nostro inviato Stefano Carrer


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2' di lettura

OSAKA - Il vertice G20 di Osaka si è chiuso con una buona notizia: poco prima della cerimonia conclusiva, Stati Uniti e Cina hanno raggiunto una intesa per una tregua nel loro contenzioso commerciale sulla quale i mercati finanziari ripongono molte speranze.

Dopo un incontro bilaterale di 80 minuti - 10 meno del previsto -, il presidente americano Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping hanno concordato di riprendere ufficialmente i negoziati che erano stati interrotti il mese scorso. Questo sviluppo rimuove la prospettiva di una escalation su dazi e controdazi che potrebbe mettere in crisi l'economia globale. «Siamo tornati in carreggiata», ha commentato Trump sostenendo che l’esito dell'incontro è stato è «meglio del previsto». Xi ha citato persino i tempi della diplomazia del ping pong per sottolineare che le due parti hanno tutto da guadagnare con il dialogo e la cooperazione.

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Al lungo incontro bilaterale Usa-Cina non hanno partecipato solo esponenti coinvolti direttamente nel confronto economico: al tavolo con Trump c'era anche la figlia Ivanka, oltre al segretario al Tesoro Steven Mnuchin, il rappresentante commerciale Robert Lighthizer. Presenti anche il segretario di Stato Mike Pompeo , il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton e il consigliere presidenziale sui temi commerciali Peter Navarro (il suo appare come un ritorno in primo piano). «Noi non alziamo le tariffe per il momento e loro compreranno una grande quantità di prodotti agricoli», ha poi sottolineato il presidente statunitense in una conferenza stampa: «Daremo loro una lista di cose che ci piacerebbe comprassero». I media cinesi, peraltro, indicano solo che Trump spera che Pechino compri più prodotti americani. Non è chiaro se la Casa Bianca introdurrà una nuova “deadline” entro la quale un accordo comprensivo debba essere raggiunto. In ogni caso, sottolineano molti analisti, si tratta di una tregua e non di una pace, anche perchè il confronto sinoamericano ha ormai raggiunto connotazioni strategiche e va molto al di là di un mero contenzioso commerciale.

Il giorno precedente, Trump e Xi non si erano risparmiati bordate a distanza e l’intesa è parsa in forse fino all'ultimo. Xi, senza citare direttamente la Casa Bianca, aveva parlato di Paesi avanzati che stravolgono il commercio con comportamenti prevaricatori, mentre Trump aveva criticato i Paesi che violano la proprietà intellettuale. Le divisioni al G20 sono emerse anche sul fronte dell'economia digitale: è stata emessa una cosiddetta dichiarazione di Osaka molto più anodina di quanto il premier giapponese sperasse sulla promozione di un approccio internazionale alla gestione di dati e commercio elettronico, che 4 Paesi emergenti non hanno nemmeno firmato. Nel comunicato finale della Conferenza, ancora una volta gli Stati Uniti di Trump si sono sottratti a una posizione comune sui cambiamenti climatici.

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