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Acea, piano da 3 miliardi nel segno della resilienza e dell’innovazione

di Celestina Dominelli


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(Agf)

3' di lettura

Un piano da 3 miliardi di investimenti da qui al 2022, in totale discontinuità con la gestione precedente per dirla con le parole del presidente dell'utility capitolina, Luca Lanzalone, con un forte focus su idrico ed elettrico che, non a caso, assorbiranno la fetta principale delle risorse messe in campo. Il piano di Acea, illustrato oggi a Piazza Affari, dall'ad Stefano Donnarumma è imperniato su quattro pilastri strategici (forte crescita industriale, costante attenzione sul territorio, innovazione tecnologica ed efficienza operativa) e prevederà una crescita media annua dell'Ebitda pari al 6% per raggiungere quota un miliardo di euro nel 2020 e superare l'asticella di 1,1 miliardi al 2022. Quanto alla remunerazione degli azionisti, la società romana, controllata al 51% dal Campidoglio, promette cedole in aumento nell'arco di piano (700 milioni l'ammontare distribuibile) con pay out sempre sopra il 50 per cento. E, sul fronte del debito, punta a ridurre il rapporto tra esposizione ed Ebitda per portarlo a 2,8x nel 2022, mentre l'utile netto è atteso nel 2020 a circa 282 milioni e a 332 milioni a fine piano.

Gli investimenti, spiega Donnarumma, saranno destinati per l'85% a far crescere la Rab (Regulatory asset base) che arriverà a oltre 4 miliardi nel 2022. Andando a esaminare i settori, nell'idrico lo sforzo sarà pari a 1,6 miliardi di euro con l'obiettivo di aumentare la resilienza delle infrastrutture e potenziare gli impianti di depurazione. E, tra le principali azioni, Acea è pronta a mettere in pista un piano straordinario di bonifica su oltre 800 chilometri di rete idrica e fognaria e a lavorare al miglioramento della securitizzazione della rete di approvvigionamento per garantire la sicurezza della risorsa idrica dopo l'emergenza che ha investito la capitale in questi mesi, anche grazie, nel lungo periodo al progetto di raddoppio del Peschiera, la cui progettazione è inserita nel piano presentato oggi al mercato.

Sul fronte delle infrastrutture energetiche, che vedranno un impegno di 1,1 miliardi di investimenti, il tassello più importante è rappresentato dal rifacimento della rete di oltre 2500 chilometri di bassa tensione della capitale e dalla sostituzione dei contatori, con il passaggio da 3 a 6 kilowatt per tutte le utenze residenziali. Uno snodo che renderà possibile, chiarisce il top manager, un cambio di passo per la rete romana che Acea vuole rendere in grado di accogliere nuovi servizi a valore aggiunto attraverso la posa di circa 1500 chilometri di fibra ottica e l'installazione di circa un milione di smart meters. E su questo l'alleanza con Open Fiber annunciata nei mesi scorsi sarà un asso nella manica per centrare questo obiettivo.

Gli altri capitoli sono poi rappresentati dal commerciale, dove la società proverà a incrementare il portafoglio clienti (per toccare quota 1,9 milioni nel 2022 dagli 1,4 milioni attuali), e dall'ambiente con l'utility capitolina impegnata nel rafforzamento del ciclo di trattamento dei rifiuti, per esempio ampliando gli impianti di compostaggio o acquisendo nuove strutture. Ci sono poi una serie di iniziative strategiche su cui Acea è già al lavoro, a partire dal possibile ingresso nel mercato della distribuzione gas. Su questo fronte, la società ha già avviato un confronto con alcuni operatori per valutare eventuali acquisizioni ma anche per assicurarsi la partecipazione alle gare d'ambito.

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