marchi dop e igp

Aceto Balsamico, a rischio un miliardo: attacco della Slovenia alle norme di tutela europee

Notificata alla Commissione Europea una norma tecnica nazionale in materia di produzione e commercializzazione degli aceti che cerca di trasformare la denominazione in uno standard di prodotto

di Giorgio dell'Orefice

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L’aceto Balsamico di Modena Igp è tutelato dalle norme sui prodotti di qualità dell’Unione Europea

Notificata alla Commissione Europea una norma tecnica nazionale in materia di produzione e commercializzazione degli aceti che cerca di trasformare la denominazione in uno standard di prodotto


3' di lettura

Le strade della contraffazione alimentare sono davvero infinite visto che stavolta l'attacco ai marchi di qualità Ue non viene da improbabili produttori asiatici o dello sterminato entroterra Usa ma dall'interno dei confini comunitari.
La Slovenia, attraverso una norma tecnica nazionale, ha cercato di aggirare il sistema di tutela delle Dop e Igp visto che il Governo di Lubiana ha notificato alla Commissione Europea una norma tecnica nazionale in materia di produzione e commercializzazione degli aceti che, oltre a porsi in netto contrasto con gli standard comunitari e con il principio di armonizzazione del diritto europeo, cerca di trasformare la denominazione “aceto balsamico” in uno standard di prodotto. Operazione illegittima ed totale in contrasto con i regolamenti comunitari che tutelano Dop e Igp e disciplinano il sistema di etichettatura e informazione del consumatore.

«Secondo la nuova norma slovena, in fase di valutazione a Bruxelles – spiega il direttore del Consorzio dell'Aceto balsamico di Modena Igp, Federico Desimoni – qualsiasi miscela di aceto di vino con mosto concentrato si potrà chiamare, e vendere, come “aceto balsamico”, mortificando la tradizione e degli sforzi fatti dai produttori delle eccellenze modenesi che lo hanno reso famoso nel mondo»
Secondo i vertici del Consorzio, l'attacco è tanto più preoccupante perché «è diretto all'intero sistema agroalimentare di qualità europeo, al diritto dei consumatori ad un'informazione corretta e trasparente e degli operatori commerciali ad una concorrenza leale».

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Per giunta – come già accennato – da parte di un paese membro della Ue e che quindi, come previsto dalle norme Ue, dovrebbe in teoria procedere ex officio contro eventuali contraffazioni di marchi Dop o Igp europei. Ma invece di tutelare le denominazioni la Slovenia ha deciso di attaccarle frontalmente.

Lo stratagemma di raggiro delle disposizioni comunitarie è stato individuato dal Consorzio di Tutela dell'Aceto Balsamico di Modena e dal Consorzio di Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e dal mondo istituzionale.«Ci troviamo – commenta il presidente del Consorzio di tutela dell'Aceto Balsamico di Modena Igp Mariangela Grosoli – nuovamente di fronte ad una situazione che rischia di danneggiare non solo il comparto dell'Aceto Balsamico di Modena ma tutto il sistema delle Dop e delle Igp italiane. Sarà fondamentale, anche stavolta, fare leva sulla collaborazione delle Istituzioni: il ministero Politiche Agricole, ed in particolare la Direzione Qualità, che ringrazio per il prezioso sostegno nella tutela del nostro settore, già direttamente coinvolta e al lavoro sul dossier».

«L'inaccettabile scippo del nome di aceto balsamico da parte della Slovenia mette a rischio un miliardo di euro di valore al consumo e rappresenta un attacco all'intero sistema del Made in Italy di qualità – commentano da a Coldiretti –. L’iniziativa slovena rischia anche di andare a ingrossare il mercato internazionale del falso made in Italy che fattura già oltre 100 miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette». La manovra slovena sull'aceto balsamico rischia dunque di diventare un precedente pericoloso contro il quale occorre – sottolinea Coldiretti – attivarsi immediatamente a livello comunitario per garantire la difesa di uno dei prodotti simbolo del Made in Italy (con il primato dell'Italia che conta 312 specialità Dop/Igp/Stg riconosciute a livello comunitario, oltre a 526 vini Doc/Docg e Igt).

Grande sostegno è arrivato dall'associazione di riferimento dei Consorzi di Tutela, OriGIn Italia, che si è immediatamente attivata chiedendo al Governo di opporsi formalmente a livello comunitario alla proposta slovena. Ma il tempo non è molto perché l'atto di opposizione dovrà essere notificato in Commissione entro il 3 marzo prossimo e la preoccupazione dei Consorzi cresce con il passare dei giorni. «Chiediamo al Governo - ha aggiunto il Presidente del Consorzio di tutela dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, Enrico Corsini - che formalizzi al più presto l'atto di opposizione».

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