Dop e Igp

Aceto balsamico, più credito bancario grazie al pegno rotativo

I soci del Consorzio potranno avvalersi di finanziamenti a condizioni vantaggiose, offrendo a garanzia le scorte immagazzinate

di Giorgio dell'Orefice

default onloading pic
(Agf)

2' di lettura

Si estende nel settore agroalimentare il ricorso allo strumento del pegno rotativo. Dopo che il decreto Cura Italia aveva esteso l'operatività del meccanismo già attivo per i formaggi e i prosciutti a denominazione d'origine anche ai vini Doc e Docg sono fioccati sul territorio gli accordi tra istituti di credito e consorzi di tutela. Adesso un ulteriore passo in avanti. È stata infatti appena siglata da Crédit Agricole Italia un'intesa per utilizzarlo anche nel settore dell'Aceto balsamico di Modena Igp.

L’accordo con il Consorzio di tutela dell'Aceto Balsamico consentirà infatti alle imprese associate l'utilizzo del meccanismo di garanzia per la prossima campagna di commercializzazione. Tra gli obiettivi dell'accordo, infatti, c'è quello di favorire lo sviluppo dell'accesso al credito da parte delle imprese socie del Consorzio dell'Aceto Balsamico di Modena come leva per consolidare il tessuto produttivo locale.

Loading...

I soci del Consorzio potranno dunque avvalersi di prodotti e servizi di finanziamento a condizioni vantaggiose, basate sulla possibilità di prestare come garanzia le scorte immagazzinate presso lo stesso produttore. Sulla base della consistenza di magazzino quindi la Banca sarà in grado di avviare pratiche di affidamento per generare liquidità, con le dovute garanzie a copertura del rischio.
La banca potrà in particolare concedere un credito utilizzabile in una o più soluzioni in base ai valori di mercato di Aceto Balsamico di Modena Igp costituite in pegno

«Si tratta di un accordo – ha commentato la presidente del Consorzio dell'Aceto Balsamico di Modena Igp, Mariangela Grosoli – che viene raggiunto in un momento particolarmente delicato per il mondo produttivo. Molte imprese hanno affrontato e stanno ancora affrontando difficoltà legate al perdurare dell'instabilità economica causata della pandemia. Avere la possibilità di accedere al credito a fronte di un pegno di merce può veramente in alcuni casi fare la differenza per i nostri produttori».

«Siamo convinti – ha aggiunto il direttore regionale di Parma-Emilia Est di Crédit Agricole Italia, Maurizio Crepaldi – che il pegno rotativo favorisca una migliore gestione finanziaria e rappresenti una soluzione particolarmente adatta per chi produce alimenti che completano il proprio ciclo produttivo attraverso processi di invecchiamento o stagionatura. Con questo accordo si stimola la domanda di credito per far fronte alle esigenze dei produttori. Rappresenta un momento importante nella relazione tra la Banca, le aziende e il territorio perché testimonia un dialogo concreto e la capacità di individuare soluzioni condivise per i bisogni reali».

«Come Crédit Agricole – ha detto ancora il Coordinatore Agro Banca d'Impresa di Crédit Agricole Italia, Stefano Berni – siamo stati tra i primi in Italia a proporre la soluzione del pegno rotativo. L'Italia ha un numero vastissimo di denominazioni Dop e Igp che rappresentano un vero patrimonio per il nostro Paese e Crédit Agricole sta dimostrando di essere un punto di riferimento per le aziende che rappresentano l'eccellenza agroalimentare Italiana».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti