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Aceto balsamico «sloveno»: atto di opposizione ufficiale del Governo alla Ue

Prorogato al 3 giugno il termine per la decisione sulla richiesta di poter trasformare la denominazione in uno standard di prodotto

di Giorgio dell'Orefice

2' di lettura

Il Governo italiano ha notificato a Bruxelles il proprio “parere circostanziato”, di fatto l'atto di opposizione all'adozione della normativa tecnica slovena in materia di produzione e commercializzazione di aceti che introdurrebbe l'uso, per prodotti generici, della denominazione “aceto balsamico”. Viene così prorogato al 3 giugno il periodo di standstill previsto dalla procedura comunitaria. Nei prossimi mesi, quindi, gli Stati Membri saranno chiamati a prendere posizione sulle criticità segnalate dall'Italia e a esprimere una decisione.

Grande soddisfazione è stata espressa da parte del Consorzio dell'Aceto Balsamico di Modena Igp per un'iniziativa sostenuta da un ampio gioco di squadra istituzionale che ha coinvolto europarlamentari, i ministeri delle Politiche agricole e dello Sviluppo economico, la regione Emilia Romagna, organizzazioni agricole, dell'industria alimentare e dei consumatori.
«Il Consorzio di Tutela dell'Aceto Balsamico di Modena Igp – ha commentato il presidente Mariangela Grosoli – esprime piena soddisfazione e un sentito ringraziamento al mondo politico-istituzionale e a tutti coloro che si sono spesi in prima persona».

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Adesso si apre la fase delicata del dibattito sul merito delle questioni sollevate dal Governo italiano. «Le problematiche tecniche sul tavolo sono di diversa natura – spiega il direttore del Consorzio, Federico Desimoni – la prima è certamente quella del contrasto con il Reg. (UE) n. 1151/12 che tutela Dop e Igp e con la giurisprudenza della Corte di Giustizia che riconosce la competenza esclusiva ai giudici nazionali per la valutazione dei casi di violazione del regolamento. La seconda si riferisce al contrasto della norma slovena con alcuni principi cardine del diritto comunitario in materia di etichettatura e informazione del consumatore. La terza è direttamente connessa alle contraddizioni interne della norma tecnica e con l'incompatibilità con gli standard europei in materia di produzione e commercializzazione di aceti».

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