Covid

Achilles Vaccines crea una piattaforma 4.0 con le ricerche mondiali

La start up biotech senese mette a sistema i dati sulla sperimentazione globale. L' ad Baccheschi: «Obiettivo avere dosi rapidamente e a basso costo»

di Silvia Pieraccini

 Con 14,2 milioni di euro dal fondo Eu Malaria

4' di lettura

È appena diventata la startup biotech più finanziata d'Italia: la senese Achilles Vaccines ha visto salire a 14,2 milioni di euro il finanziamento del fondo Eu Malaria - alimentato da Commissione europea e Banca europea degli investimenti e diretto a sostenere società europee che presentano progetti strategici per i Paesi in via di sviluppo - finanziamento che si affianca agli otto milioni di euro ottenuti da un bando del ministero dello Sviluppo economico per il progetto di un laboratorio 4.0.

Le risorse serviranno, oltre che a finanziare lo sviluppo dei vaccini contro le malattie infettive indicati come obiettivi dall’Eu Malaria Fund, per dare gambe a un’idea che solo qualche anno fa appariva futuristica, e che ora è a portata di mano: mettere a punto una tecnologia per sviluppare vaccini e anticorpi risparmiando tempo, soldi e riducendo l’impatto sull’ambiente. In pratica, creare vaccini “sostenibili” e dal prezzo accessibile, un obiettivo che - tanto più dopo l’epidemia di Covid19 che ha mostrato le difficoltà produttive mondiali – è diventato importante. E lo è tanto più per quei Paesi poveri che non hanno accesso alle cure disponibili nei Paesi sviluppati, come ha ricordato di recente il premier Mario Draghi: «Dobbiamo aumentare la nostra preparazione per fronteggiare le pandemie del futuro, dobbiamo aumentare la capacità produttiva di vaccini e di strumenti sanitari in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi più vulnerabili» ha detto.

Loading...

La “rivoluzione” di Achilles Vaccines si fonda sul metodo: i test eseguiti tradizionalmente in laboratorio, che producono dati originali, vengono integrati – ecco la novità - con la grande massa di dati sperimentali generata quotidianamente e contenuta in migliaia di pubblicazioni scientifiche disponibili sul mercato, fino a oggi non valorizzati perché non messi a sistema. La chiave per aprire la porta della conoscenza e rendere comunicanti i due mondi – attività di laboratorio e pubblicazioni scientifiche – è l'uso di data science, intelligenza artificiale, algoritmi.

«Stiamo lavorando alla costruzione di una piattaforma che permetta di modellare i nostri esperimenti sulla base dei dati sperimentali raccolti da altri, riducendo così i tempi, evitando gli sprechi di laboratorio che oggi sono immensi e migliorando la produttività», spiegano Riccardo Baccheschi, amministratore delegato, e Vito Di Cioccio, chief technology officer di AchilleS Vaccines, cullando il sogno di sviluppare un vaccino universale contro la meningite e di produrre vaccini per i Paesi poveri che costino 1 euro.

«Abbiamo già fatto il primo prototipo di analisi della conoscenza, in collaborazione con le aziende Imola Informatica e Sister e con l’Università di Siena - aggiungono – e stiamo creando un laboratorio con interfaccia digitale e infrastruttura di rete in regime Internet of things che potrebbe cambiare il paradigma della produzione di vaccini e terapie». Una innovazione che Achilles Vaccines e Imola Informatica hanno appena presentato al World Bioprocessing summit di Berlino sul Biopharma 4.0.

Il nuovo approccio richiederà anche nuove figure professionali che ad esempio sappiamo mettano insieme le tecnologie biotech con l'informatica. Oggi in Achilles Vaccines (dal nome di Achille Sclavo, pioniere nei vaccini a Siena più di 100 anni fa) lavorano ingegneri elettronici, informatici, statistici, biologi, chimici, farmacisti, matematici e fisici, in tutto una ventina di persone che in futuro diventerà più interdisciplinare.

Il traguardo a portata di mano è la sostenibilità. «Per rispondere ai bisogni e alle emergenze di salute pubblica bisogna arrivare a produrre vaccini e anticorpi in tempi brevi, a costi bassi e con basso impatto ambientale – spiegano i fondatori di Achilles Vaccines – e in Italia abbiamo una grande opportunità per farlo, perché l'anticorpo di seconda generazione è nato qui».

Si tratta dell’anticorpo monoclonale isolato dalla Fondazione senese Toscana Life Sciences (Tls) che, somministrato con una iniezione ai primi sintomi del Covid, dovrebbe impedire ai malati di aggravarsi e di finire in ospedale, evitando le morti. Achilles Vaccines ha partecipato al progetto Tls gestendo la fase di industrializzazione e l'avvio della sperimentazione clinica: ha trovato i partner per la creazione della linea cellulare, per la produzione dei lotti dell’anticorpo, per l'infialamento, la tossicologia, la parte regolatoria. L'operazione è stata possibile investendo cinque milioni di euro.

Purtroppo adesso il progetto Tls dell'anticorpo monoclonale, arrivato allo studio clinico di fase 2-3, sta subendo rallentamenti per la difficoltà nell’intercettare contagiati da meno di 72 ore da sottoporre alla sperimentazione. In ogni caso la startup biotech senese ha costruito un network di competenze, applicando il meccanismo dell’ “azienda diffusa” in cui ciascuno fa un pezzo di un processo complesso, meccanismo che ora punta a replicare per altre patologie e altre malattie. Achilles è nata nel 2018 con la missione di sviluppare vaccini contro la malaria, la gonorrea e la meningite, forte di un territorio come quello senese che vanta una tradizione d’eccellenza nel settore. Dopo l’attività di ricerca e sviluppo svolta in questi anni, ora il salto di qualità è atteso con la piattaforma e il laboratorio 4.0.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti