transizione energetica

Aci: con auto elettrica a rischio 18 miliardi di accise

Indispensabile anche lo svecchiamento dei mezzi pubblici: oggi gli autobus Euro 3 rappresentano il 60% del parco circolante

di Nicoletta Cottone


Incentivi, intervento su 33% auto in circolazione

3' di lettura

L’Italia è vicina all’obiettivo 2030 di ridurre le emissioni inquinanti a 49 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti le emissioni di gas serra del settore automobilistico. Ma in assenza di politiche incentivanti, raggiungerà 54,5 milioni di tonnellate. Il dato emerge dallo studio”Per una transizione energetica ecorazionale della mobilità automobilistica»,
presentato da Aci, Cnr ed Enea alla Conferenza del traffico e della circolazione, giunta alla 74esima edizione, che si è svolta nel quartier generale dell’Aci a Roma.

Una nuova mobilità sostenibile
Le emissioni del settore, spiega il report, supereranno dell’11% l’obiettivo a meno di politiche per la sostituzione dei mezzi più vecchi e inquinanti. L’invito è a incentivare la sostituzione dei mezzi più vecchi e inquinanti in circolazione, nel settore pubblico e privato, promuovendo il trasporto pubblico, la mobilità condivisa e ciclopedonale. «Grazie alla costante evoluzione delle tecnologie, alla naturale crescita dell’elettrificazione dei veicoli e alle spontanee scelte del mercato, progressivamente e senza forzature - ha detto Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Aci - è possibile raggiungere una nuova mobilità sostenibile, che salvaguardi il diritto universale alla mobilità, specie nelle aree metropolitane, e garantisca un significativo miglioramento della qualità dell'aria e la tenuta del forte settore automotive italiano».

Investimenti per eliminare 14 milioni di auto ante Euro 4
Secondo lo studio nel 2030 le auto termiche rappresenteranno l’82% del parco circolante, le ibride il 10% e le elettriche quasi il 9 per cento. Per una pianificazione della mobilità occorrono investimenti per eliminare, anche con usato più recente, i circa 14 milioni di auto ante Euro 4, che rappresenta il 35% del parco circolante.

Il 60% dei mezzi pubblici è Euro 3
Indispensabile, poi, lo svecchiamento dei mezzi pubblici, in particolare intervenendo sugli autobus Euro 3, che rappresentano il 60% del parco circolante. Andrebbero sostituiti con modelli elettrici, alimentati da energie rinnovabili. Il report ha calcolato che ogni sostituzione comporta «una riduzione delle esternalità ambientali pari a 24.055 euro l’anno».

La riduzione delle accise
Lo studio di Aci, Cnr e Enea per la transizione energetica nella mobilità automobilistica «invita a considerare il fatto che con la diffusione dell'auto elettrica e con i minori consumi legati al progresso dei motori, si ridurranno le entrate fiscali derivanti dalle accise sui carburanti che nel 2018 hanno generato - per le sole autovetture - entrate pari a 18,474 miliardi». Lo studio sottolinea »il rilevante contributo che anche i
veicoli ibridi, a metano e Gpl potranno offrire al raggiungimento dei target ambientali». Un veicolo a metano, ad esempio, presenta oggi emissioni inferiori a 95 g CO2/km: un valore già in linea con gli obiettivi europei.

Il peso della transizione sulle classi meno abbienti
Aci, Cnr ed Enea, invitano a una riflessione: «scongiurare il paradosso
di una transizione all'elettrico che gravi sulle spalle delle fasce sociali meno abbienti». Nelle regioni con Pil pro-capite più basso, solo un veicolo su 10 è di classe Euro 6. Mentre in alcune regioni, grazie agli incentivi per l'acquisto di un'automobile elettrica, si può arrivare a un risparmio di 16mila euro, anche per modelli di alta gamma, che rimangono tuttavia, fuori dalla portata di un’ampia fascia della popolazione.

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