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Venezia, Mose alzato nella notte dopo la marea inaspettata di 138 cm. Il sindaco: «Regole da rivedere»

L’8 dicembre il peggioramento progressivo delle condizioni meteo non ha permesso di attivare il Mose. Il primo cittadino Brugnaro: «Dobbiamo essere più reattivi rispetto alla variazione del tempo»

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3' di lettura

Le paratoie del Mose sono state finalmente attivate alle 7 di mercoledì 9 dicembre, dopo una notte di lavori e dopo che l’alta marea del giorno precedente aveva di nuovo riportato l’acqua alta a Venezia. Le barriere resteranno sollevate per tre giorni consecutivi, sulla base del bollettino meteorologico che prevede per tutte la settimana eventi mareografici eccezionali. L’annuncio è stato dato da Cinzia Zincone, a capo del Provveditorato alle opere pubbliche del Nordest. «Stiamo cercando di calibrare le aperture e le chiusure - ha detto Zincone - nel modo migliore». Intanto è stata convocata una riunione «per analizzare quanto è successo ieri (martedì 8 dicembre, ndr) e apportare, se necessario, cambiamenti significativi alle procedure sin qui attuate per il Mose».

La marea inaspettata di 138 cm

La marea ha raggiunto l’8 dicembre a Venezia una massima di 138 centimetri alle 16.25. Lo ha reso noto il Centro maree del Comune, sottolineando che per molte decine di minuti il forte vento non ha permesso di “stabilizzare” la quota.

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Il peggioramento progressivo delle condizioni meteorologiche non ha permesso di attivare il Mose, il sistema di paratoie che ha salvato per cinque volte sino ad ora la città lagunare. Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha quindi annunciato l’attivazione delle paratoie per questa notte. E ha spiegato che per il futuro si dovranno «rivedere un po' le regole della cabina di regia» del sistema di difesa dall’acqua alta. I tecnici rilevano che permangono condizioni favorevoli al fenomeno dell'acqua alta per tutta la settimana.

Peggioramento meteo

L’8 dicembre il Centro maree aveva emesso una previsione di massima inferiore ai 125 centimetri, sulla base della quale non era stata avviata la procedura di attivazione delle barriere. Che richiede, come ricorda il Provveditorato alle opere pubbliche del Nordest, Cinzia Zincone, uno stato di allerta di 48 ore precedenti il fenomeno in quella che sino ad inizio 2022 è ancora la fase sperimentale del sistema.

Il sindaco: «Rivedere regole cabina di regia del Mose»

«Avevamo una previsione di massima di marea di 125 centimetri, ma in mare il vento è cresciuto molto - ha spiegato il sindaco Brugnaro - ha avuto una forza straordinaria, non prevista. È montato dalla Croazia e ha fatto uno scirocco molto forte, in concomitanza con le piene dei fiumi Tagliamento e Piave. Tutto questo ha aumentato il livello lungo la costa», ha spiegato il sindaco Brugnaro: «Per attivare il Mose ci vuole del tempo, serve una previsione più lunga. Ora bisognerà mettere probabilmente il sistema in preallarme, anche ad un livello più basso», si dovranno «rivedere un po' le regole della cabina di regia».

Baretta: «Sbagliato alzare Mose a 130 centimetri»

«Quanto sta succedendo con l'acqua alta oltre le previsioni e il conseguente, mancato utilizzo del Mose, dimostra tre cose», ha commentato il sottosegretario all'Economia e consigliere comunale di Venezia, Pier Paolo Baretta. «C'è stato un errore di previsione, come può accadere nelle giornate in cui il vento spinge il mare verso la laguna. Le previsioni di marea sono ovviamente soggette a margini di errore, derivati dal mutamento delle condizioni atmosferiche, come è successo l’8 dicembre. Per questo, è necessario che l'utilizzo del Mose sia allertato tenendo maggiormente conto dei margini d'errore».

Per Baretta è sbagliato «decidere di alzare il Mose a quota 130. Bisogna scendere sotto questa soglia, occuparsi dei marginamenti e della gestione portuale con soluzioni alternative (gronda o aperture parziali), ma individuare anche soluzioni che permettano di azionarlo in tempi più stretti quando le condizioni peggiorino improvvisamente». Il sottosegretario interviene anche sulle polemiche che stanno accompagnando questa situazione di difficoltà per la città. «Le polemiche, da qualsiasi parte arrivino, tanto più da chi ha responsabilità di previsione e gestione, che in queste ore hanno evidenziato dei seri limiti, sono gravi e strumentali. Bisogna seriamente e tutti insieme - conclude - decidere una migliore organizzazione del da farsi. Non dobbiamo sprecare quanto realizzato finora».

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