Beauty-Benessere

Acqua di Parma corre in Cina con la strategia delle nuove boutique

di Marika Gervasio

Una fase di lavorazione dello smart home diffuser Airound di Acqua di Parma realizzato in collaborazione con Poltrona Frau

3' di lettura

Nuove aperture in Asia, una serie di partnership legate a progetti di charity, innovazioni tecnologiche ed espansione all’estero e lanci di prodotti sul mercato previsti per il 2022: per Acqua di Parma, marchio made in Italy del gruppo Lvmh, non tutto il male viene per nuocere e, un evento tragico come la pandemia che ha sconquassato il mondo sia da un punto di vista sanitario che sociale ed economico, può trasformarsi in un’occasione senza, ovviamente, dimenticarne la gravità e le vittime.

«La situazione estrema senza precedenti ha colpito anche noi che abbiamo reagito ripensando tutto il modo di lavorare cambiando totalmente le nostre prospettive - spiega Laura Burdese, presidente e ceo di Acqua di Parma -. Umanamente non è stato facile affrontare questo evento, ma da un punto di vista del business il nostro team si è molto unito riuscendo ad andare avanti con una nuova focalizzazione in termini di flussi e processi che ci ha permesso di correre ancora più veloce ed essere più agili e scattanti».

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Il mondo è cambiato drasticamente così come i mercati e i consumatori e con essi anche il marchio. «Acqua di Parma è diversa da com’era due anni fa - aggiunge l’ad -. Il tempo ci dirà quali cambiamenti resteranno e quali no. Per noi è molto interessante analizzare le nuove abitudini di acquisto, dai prodotti più desiderati ai canali di vendita preferiti. Stiamo andando molto bene anche perché abbiamo registrato un rallentamento molto contenuto nel 2020. Oggi cresciamo a doppia cifra rispetto al 2019, anno pre-Covid, in maniera organica a livello globale».

Le esportazioni sono un asset fondamentale per Acqua di Parma con una quota di oltre l’82-83% sul fatturato totale. «Negli ultimi anni abbiamo sviluppato aree in cui non eravamo presenti come l’Asia - racconta la manager - e adesso la Cina è diventata il nostro primo mercato da cui arriva il 25% dei ricavi. È un Paese dove la cultura del profumo praticamente non esiste, ma si sta sviluppando soprattutto nei confronti dei brand più particolari e di nicchia. E noi stiamo cavalcando l’onda. Negli ultimi anni abbiamo aperto tredici boutique e ne apriremo altre cinque l’anno prossimo. Siamo anche su Tmall. Abbiamo scelto l’approccio diretto con i consumatori che amano l’Italia che noi raccontiamo secondo un concetto di eleganza rilassata. La chiave per conquistare i cinesi è capirli, ma non snaturarli».

Mercati importanti per il marchio di Parma - presente, oltre che in Cina, in Italia con due monomarca (uno a Milano e uno a Roma); a Dubai, Parigi e Miami con una boutique; e con due negozi nel resto dell’Asia dove ne inaugurerà altri cinque l’anno prossimo - sono anche Usa e Medio Oriente «che non è un mercato grande - precisa Burdese - ma dalle forti potenzialità per il segmento delle fragranze».

Da qui è nata la collaborazione come supporting sponsor del Padiglione Italia a Expo 2020 Dubai all’insegna della sostenibilità, da sempre insita nella maison che preserva i procedimenti artigianali più preziosi dei micro-territori italiani e ne valorizza gli ingredienti. Per questa occasione Acqua di Parma ha creato un’edizione speciale di Colonia Futura, composta dal 99% di ingredienti di origine naturale, fragranza emblema del percorso di sostenibilità intrapreso con il piano Acqua di Parma Futura nell’ambito del programma Life del gruppo Lvmh.

Le collaborazioni continuano con Poltrona Frau con cui è nato Airound uno smart home diffuser wireless e personalizzabile che unisce domotica, innovazione, estetica; e con Emilio Pucci per la collezione Holiday Season in supporto alla campagna “Riscriviamo il futuro” di Save the Children contro la dispersione scolastica e la povertà educativa.

E per l’anno prossimo sono in arrivo novità, come una colonia che punta sul tema dell’inclusività e altre partnership. «Vogliamo cogliere il momento e continuare a raccontare questo marchio facendolo evolvere» conclude Burdese.

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