i nodi del programma

Acqua pubblica e carcere agli evasori, quei temi divisivi che pesano sul contratto M5S-Lega

di Mariolina Sesto

Dal reddito di cittadinanza alla nuova rottamazione: le novità del contratto di governo M5S-Lega

2' di lettura

Il tavolo tecnico che da giorni riunisce attorno a un tavolo le delegazioni di M5S e Lega non discetta solo di flat tax e immigrati, percentuali di deficit e legge Fornero. Da dieci, i punti sono diventati una lista di venticinque. E così, nel dibattito Salvini-Di Maio si sono inseriti temi più laterali ma non meno divisivi per i due partiti: dall’acqua pubblica all’inasprimento delle pene per chi evade, fino a prevedere addirittura il carcere.

Acqua pubblica
«Il Movimento 5 Stelle ritiene l’Acqua un bene primario che deve tornare pubblico, come indicato dal Referendum del 2011, senza finalità di lucro - si legge sul blog delle stelle - e la sua gestione dev’essere partecipata dai cittadini. Noi vogliamo mettere in campo tutte le azioni perché sia possibile bere l’acqua del rubinetto come se fosse di fonte e si possa tornare ad avere mare, fiumi e laghi come la natura ci aveva presentato». Per attuare questo obiettivo, sempre sul loro blog, i grillini propongono di «stabilire e garantire un minimo vitale giornaliero gratuito di 50 litri di acqua», di «affidare il servizio idrico integrato ad aziende di diritto pubblico in considerazione dei bacini idrografici presenti sul territorio», di «spostare i costi di gestione del servizio idrico nella fiscalità regionale generale».

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Un tema sul quale le perplessità leghiste sono evidenti. In vari comuni del nord gli amministratori leghisti sono in prima fila nella lotta contro quelli che chiamano “carrozzoni”, ossia società pubbliche che gestiscono l’acqua e che suscitano interrogativi « sui costi necessari a mantenerli, sul numero dei loro amministratori e sui loro requisiti».

Carcere agli evasori
Dopo l’incontro con Mattarella, ieri il leader M5S Luigi Di Maio ha rilanciato anche la lotta alla corruzione e il carcere per chi evade il fisco. Tema, quest’ultimo, non centralissimo nel contratto alla tedesca in via di definizione fra M5S e Lega. Se i pentastellati chiedono una linea durissima contro gli evasori, il Carroccio dice di sì alle “manette” per chi evade ma solo per coloro che non rispettano nemmeno gli obblighi tributari alleggeriti. Lo slogan si dovrebbe tradurre in un abbassamento delle soglie di punibilità penale per chi evade. Ma, anche qui, la trattativa è tutta in salita.

Cantiere di governo M5S-Lega: i nodi irrisolti, dalle grandi opere alla giustizia
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