proposte m5s in salita

Acqua pubblica, sanità, salario minimo e conflitto d’interessi: Ddl al palo senza il sì della Lega

di Mariolina Sesto


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(ANSA)

3' di lettura

Ddl sull’acqua pubblica al palo. Proposta sulle nomine di asl e ospedali ancora da esaminare e sul conflitto di interessi ancora da presentare. Legge sul salario minino a portata di mano ma senza un accordo con l’alleato leghista. Riforma sul taglio dei parlamentari al secondo via libera ma ne servono altri due. È questa la fotografia dello stato dell’arte delle cinque misure rilanciate da Luigi Di Maio dal Blog delle stelle. A parte l’ultima, tuttavia, tutte le altre proposte hanno bisogno di un sì leghista per andare in porto.

Le nomine in sanità
Il M5s sta lavorando addirittura a due diversi progetti di legge che puntano a sottrarre potere alle Regioni per concentrare sotto il cappello del ministero della Salute, ovvero del governo, il diritto di nomina dei manager delle strutture sanitarie. I due ddl di M5s in estrema sintesi puntano a indebolire il potere di gestione delle Regioni che però difficilmente daranno parere favorevole tenendo conto che la sanità rappresenta circa l’80 per cento dei bilanci degli enti locali. Il più rigido è quello di Danila Nesci depositato alla Camera: in sostanza limita la libertà di movimento delle Regioni nella scelta dei direttori generali mentre quello a prima firma della senatrice Maria Domenica Castellone, prevede un Albo nazionale dei commissari per la valutazione del management. Ma i due Ddl non sono ancora neppure stati assegnati alla commissione competente. Quindi il loro esame non è iniziato. E gli alleati leghisti nicchiano perché non vedono di buon grado questa sottrazione di poteri alle regioni.

La Legge sull’acqua pubblica
Il Ddl Daga sulla gestione pubblica del ciclo delle acque, cavallo di battaglia di M5S, è all’esame della commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera, dove sono stati presentati circa 240 emendamenti. Il Ddl è al palo da mesi perché il 6 marzo è stata chiesta una relazione tecnica al governo che non è ancora arrivata. Il suo arrivo in aula era già stato fissato per il 25 marzo ma è stato rinviato. Le perplessità leghiste sono evidenti. In vari comuni del Nord gli amministratori leghisti sono in prima fila nella lotta contro quelli che chiamano “carrozzoni”, ossia società pubbliche che gestiscono l’acqua e che suscitano interrogativi sui costi necessari a mantenerli, sul numero dei loro amministratori e sui loro requisiti.

La legge sul conflitto d’interessi
Il Movimento Cinque stelle intende portare presto in Parlamento una proposta di legge sul conflitto d’interessi. Ad annunciarlo più volte è stato il vicepremier Luigi Di Maio, ma in questa legislatura un testo non è stato ancora presentato. Questo è quindi il dossier meno avanti sul fronte della realizzazione. Anche su di esso pende la spada di Damocle del giudizio leghista. Il Carroccio infatti non si è mai speso troppo per questa causa.

La legge sul salario minimo
Il Ddl Catalfo sul salario minimo orario è all’esame della commissione Lavoro del Senato e il 6 maggio scade il termine per la presentazione degli emendamenti. Teoricamente, il Ddl doveva essere già stato esaminato dall’aula in aprile ma i tempi della discussione in commissione non lo hanno consentito. Adesso, se ci fosse la volontà politica, il Ddl potrebbe andare presto in aula. Ma la Lega ci starà?

La legge sul taglio degli stipendi dei parlamentari
Il Ddl costituzionale per ridurre a 600 i parlamentari (dagli attuali 945) è in questi giorni al suo secondo passaggio parlamentare. Dopo aver ricevuto il sì del Senato, si appresta a ottenere il sì della Camera. Ma, trattandosi di una riforma costituzionale, avrà bisogno di una nuova deliberazione sia da parte della Camera che del Senato. E se il sì non avrà una maggioranza dei due terzi, la riforma potrà essere sottoposta a referendum.

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