Industria green

Acquainbrick, la start-up modenese sfida i colossi dell’imbottigliamento

di Ilaria Vesentini

3' di lettura

I macchinari sono stati accesi lo scorso 27 settembre e anche se la produzione è ancora a meno del 10% della capacità produttiva, la fabbrica di Marradi - sull’Appennino fiorentino - di acqua in brick di cartone al 100% riciclabile e riutilizzabile, è già oggi il più importante modello green di industria di imbottigliamento di acqua in Italia. I numeri di Acquainbrick - questo il nome della start-up innovativa creata a Modena nel 2019 da quattro giovani soci con il pallino dell’economia circolare - sono ancora piccoli, ma le prospettive di crescita enormi: dopo i 4 milioni di euro investiti per recuperare una vecchia falegnameria di Marradi, vicino a una fonte d’acqua pura, trasformata in uno stabilimento 4.0 con impianti hi-tech e green per imbottigliare brick di acqua da 500 ml dal design personalizzabile, alimentati da pannelli fotovoltaici, ora è in programma un’ulteriore iniezione di 2 milioni di euro per installare nuove tecnologie per i box di acqua, alternativi ai boccioni in plastica, e l’assunzione di 7 nuovi profili (12 i dipendenti attuali).

«Contiamo di portare la capacità produttiva al 30% già quest'anno e nel contempo stiamo valutando altre tipologie di investimento per implementare la gamma prodotti, sempre restando nel solco della naturalità e sostenibilità. Oltre alla nuova linea bag-in-box di cartoni riciclabili di acqua da 8 litri, con cui debutteremo sul mercato nel secondo semestre, stiamo studiando di imbottigliare una bevanda alla spirulina, acque aromatizzate e acque energizzate salutari», anticipa Christian Creati, cofondatore e ceo di Acquainbrick. Un’avventura imprenditoriale partita dall’idea di creare gadget promozionali personalizzabili con i brick di acqua in cartone etici da proporre all’Horeca e al travel catering (treni, navi, aerei), acquistandoli dal principale produttore mondiale, la spagnola Ly Company.

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Era il 2019, i principi della sostenibilità iniziavano a far presa sul consumatore, ancor più in Italia, primo Paese in Europa per consumo di acqua imbottigliata, un mercato da 11 miliardi di bottiglie in Pet ogni anno. «Ho intercettato il progetto dei primi due soci modenesi nell'estate 2019 - racconta Creati - e nel giro di pochi mesi abbiamo allargato il team e dato vita a una start-up innovativa, per realizzare non solo acqua da passeggio che non inquina, ma un modello unico di economia circolare, utilizzando esclusivamente materiali naturali e al 100% riciclabili (cartone, bioplastica, alluminio), all'interno di una filiera di recupero e di riciclo dei brick, in partnership con i clienti. Il business cresceva bene, al punto che il nostro fornitore spagnolo ci ha proposto di fare il salto nella produzione, aprendo una fabbrica in Italia e Ly Company è entrata a sua volta nel capitale».

La parentesi Covid ha bloccato il mercato, «ma ci ha anche permesso di utilizzare il tempo a nostro favore - nota il ceo - e di riprogrammare il percorso. Tutti gli interlocutori hanno avuto più tempo per ascoltarci: con la campagna di crowdfunding abbiamo raccolto 600mila euro, a fronte degli 80mila richiesti; il sindaco di Marradi ci ha spalancato le porte e aiutato a reindustrializzare il sito creando occupazione; e proprio lì a Marradi ha casa un manager di Warrant Hub (società di consulenza reggiana specializzata in finanza agevolata, ndr) che ha creduto in noi e ci ha supportato in tutta la costruzione tecnica del progetto per accedere prima alle misure di Industria 4.0 e ora del Pnrr. Nel frattempo stiamo anche completando il processo di certificazione BCorp, per diventare società benefit».

L’obiettivo per il 2022 di Acquainbrick è raddoppiare il fatturato dello scorso anno e raggiungere i 3 milioni di euro, a fronte di circa 13 milioni di pezzi venduti. Ma le mire sono molto più ambiziose: «Con gli spazi che abbiamo a Marradi, tra i 4mila mq coperti e altrettanti scoperti, possiamo arrivare a 6 linee produttive e 200 milioni di pezzi. Oggi i prezzi dei nostri brick di acqua sostenibili sono già competitivi rispetto a quelli delle bottigliette di plastica, ma noi consumiamo meno energia per produrre e non immettiamo alcun rifiuto nell’ambiente».

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