Osservatorio Mineral Water Monitor

Acque minerali: in calo l’export (-11%) ma l’Italia resta leader negli Usa

Cresce il consumo delle acque lisce ed effervescenti naturali. Esplode l'e-commerce che raddoppia giro d'affari, ma pesa solo per il 2%

di Silvia Marzialetti

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(Adobe Stock)

3' di lettura

Nel periodo pre-Covid, 2010-2019, l'export di acque minerali italiane è raddoppiato a valore (+101%): una performance di gran lunga superiore a quanto registrato dagli altri top prodotti dell'alimentare (93% l'incremento nell'export di formaggi, 64% quello dei vini, 49% la pasta). Soltanto il caffè ha fatto meglio, mettendo a segno un +119%. E anche se lo scoppio della pandemia, con la chiusura del canale Horeca, ha imposto una frenata alle vendite oltre frontiera (-11%), la battuta d'arresto è risultata inferiore a quella subita dal nostro top competitor, la Francia, che ha visto ridursi le esportazioni del 15%. I dati sono stati divulgati attraverso il Mineral Water Monitor, l'Osservatorio di Nomisma dedicato al settore delle acque minerali, lanciato oggi a Bologna.

Usa primo mercato per le acque italiane

Secondo il report, il gap con il Paese d'Oltralpe è sceso a 111 milioni di euro, contro la forbice di 211 milioni di cinque anni fa, ma la schiera dei competitor con cui deve vedersela il mercato del nostro Paese è nutrita. Tra i top esportatori mondiali figurano anche Paesi insospettabili come la Georgia (101 milioni di euro di export nel 2020) e le Fiji (121 milioni di euro), entrambi produttori di acque minerali di qualità particolarmente apprezzate in alcuni mercati top: Russia nel primo caso, Stati Uniti nel secondo. Negli ultimi anni l'Italia ha incrementato la propria quota di mercato in giro per il mondo e confermato la leadership in alcuni mercati. È il caso degli Usa, primo mercato al mondo per importazioni di acque (461 milioni di euro) - dove l'Italia detiene una market share del 41%, grazie soprattutto all'export di acqua minerale frizzante (89% dell'export totale italiano a valore).

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Nomisma-NielsenIQ

Aumentano i consumi delle effervescenti naturali

Altrove tutti i mercati hanno registrato una contrazione delle importazioni: Germania (-4,7%), Giappone (-6,7%), Uk (-18,6%). Sul mercato interno il 2020 si è chiuso con una stasi delle vendite in Gdo in valore (-0,2%) a cui è corrisposto solo un leggero incremento sul fronte dei volumi (+1,6%). Questo trend è però il frutto di dinamiche differenti fra le diverse categorie: il Covid porta con sé una contrazione delle vendite di acque gassate e lievemente gassate (rispettivamente -1,3% e -1,5% a volume, 2020 vs 2019), mentre crescono gli acquisti da parte degli italiani di acque lisce (+1,8%) e soprattutto effervescenti naturali (+5,0%). Quest'ultime sono - tra l'altro - l'unica categoria a mettere a segno un incremento delle vendite anche in valore: +5,6%.“In uno scenario di mercato radicalmente mutato a causa dell'emergenza Coronavirus, diviene ancor più fondamentale per le imprese del settore delle acque minerali capire come si stiano muovendo mercati e canali di riferimento e come stiano evolvendo comportamenti ed esigenze dei consumatori - formati e pack, tipologie, occasioni di consumo, prodotti competitors - al fine di poter rimodulare correttamente le proprie strategie produttive e commerciali”, ha dichiarato Emanuele Di Faustino, project manager di Nomisma.

L’e-commerce cresce ma ancora marginale

Le restrizioni agli spostamenti durante il lockdown e la comodità della spesa a domicilio hanno dato un forte impulso alle vendite online, che sono quasi raddoppiate sia in quantità (+94,5) che in volume (+92,5%) tra il 2019 e 2020, con trend positivi che hanno coinvolto tutte le categorie. Seppur il peso dell'e-commerce sul totale off-trade è raddoppiato, raggiungendo i 37 milioni di euro, ma resta ancora marginale essendo pari ad appena il 2%.


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