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Acquedotto Lucano adotta sistemi digitali per ridurre le perdite di acqua

Intervento in 18 comuni

di Luigia Ierace

2' di lettura

Sarà finanziato con 49 milioni il progetto di Acquedotto Lucano per l’ammodernamento della rete idrica della Basilicata, puntando su un innovativo sistema di gestione e sull’applicazione delle “best practices” internazionali per contenere al massimo le perdite d’acqua.

La digitalizzazione contro gli sprechi e le reti “colabrodo”, vera emergenza per il Sud, vede impegnate nel recupero di una preziosa risorsa le regioni meridionali e, in particolare la Basilicata, importante bacino idrico. Una priorità per il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile che, in sinergia col ministero per il Sud e la Coesione territoriale, punta a ridurre le perdite di acqua nelle reti di distribuzione del Mezzogiorno, mettendo in campo 1,38 miliardi di euro (di cui 482 milioni nel React-EU e 900 milioni nel Pnrr).

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Basti pensare che nel 2020 si sono persi 41 metri cubi al giorno per km di rete nei capoluoghi di provincia/città metropolitana, il 36,2% dell'acqua immessa in rete (37,3% nel 2018) e, guardando all’intero sistema nazionale, le perdite sono state in media del 43,7%, secondo la Relazione annuale 2020 di Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente). Dato che peggiora al Sud, con il 52,3% delle risorse idriche immesse in rete e andate perdute e che in Basilicata sale al 63,9% (a Potenza il 61,4% e a Matera il 48,2%).

L’intervento di Egrib (soggetto beneficiario) e di Acquedotto lucano (soggetto attuatore), che dovrà essere completato entro il 2023, si inserisce nell’ambito del React-EU (Azione Pon Infrastrutture e reti 2014-2020 Linea di Azione IV 1.1). Diciotto i comuni interessati su una popolazione di circa 233mila unità: Barile, Calvello, Corleto Perticara, Ferrandina, Grassano, Lauria, Marsicovetere, Maschito, Matera, Melfi, Paterno, Pisticci, Pomarico, Potenza, Rionero in Vulture, Stigliano, Tito e Viggiano. Si prevede la sostituzione di 72.000 vecchi contatori con misuratori smart che consentiranno il monitoraggio dei consumi.

«Il progetto – ha spiegato l’amministratore unico di Acquedotto Lucano, Alfonso Andretta – è relativo all’implementazione di un innovativo sistema integrato e digitale che affronta tutti gli aspetti e le modalità di contenimento delle perdite idriche. È prevista l’introduzione di tecnologie e sistemi di supporto decisionale per la ricerca, la localizzazione e il monitoraggio delle perdite idriche e dello stato delle condotte, la gestione della pressione, delle misure e dei consumi di utenza, la modellazione matematica delle reti e l’asset management». Strumenti e modelli innovativi per ricercare le migliori soluzioni per riqualificare le reti idriche in un territorio svantaggiato dal punto di vista idromorfologico come quello della Basilicata, consentendo così anche il recupero di una risorsa importante a fini potabili anche per le regioni vicine, l’abbattimento di costi energetici e la riduzione di emissioni.

Lo scorrimento della graduatoria del bando 2021 ha permesso il finanziamento del progetto lucano, primo tra quelli ammissibili ma non finanziabili per esaurimento risorse. Il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale Mara Carfagna, ha infatti destinato 169 milioni in aggiunta ai 313 milioni previsti inizialmente. Inoltre, in riferimento al Pnrr la Commissione Ue ha previsto altri 900 milioni (il 40% al Sud) in un nuovo bando cui guarda con interesse Acquedotto lucano per poter intervenire su altri 40 comuni al fine di contenere gli sprechi di acqua.

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