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Acquedotto Pugliese studia di produrre elettricità e biogas

La società ha avviato verifiche di prefattibilità sulla autoproduzione con impianti fotovoltaici e biodigestori per abbattere i costi

di Vincenzo Rutigliano

2' di lettura

Acquedotto Pugliese, sempre più multiutility, studia l’ingresso nel mercato del biogas e dell’energia da fonti alternative: punta anche a vendere, allo stesso cliente, non più solo acqua, ma anche energia elettrica e gas. Per la Spa a controllo regionale che gestisce, in concessione, il servizio idrico integrato, è una sfida in più che sta tutta dentro i piani per rendere meno pesante il costo dell’energia elettrica che alimenta gli impianti di depurazione e di sollevamento delle acque. Un costo che per Aqp è il principale dopo quello per il personale: nel 2020 ha raggiunto i 76,1 milioni contro i 108,2 del personale, senza dire dei picchi in corso provocati dalla guerra in Ucraina.

Risparmiando sui consumi e raggiungendo l’autoproduzione «potremmo destinare il surplus – spiega Domenico Laforgia che da settembre scorso guida la Spa di via Cognetti – anche alla distribuzione di energia e di gas. Perchè si faccia, deve essere conveniente e ciò deve emergere da uno studio di fattibilità tecnico-economica».

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Se questa è la possibile prospettiva, nel breve alla società – che serve 4 milioni di cittadini in 5 regioni, gestisce una rete di 20.571 km, che conta 2000 dipendenti e nel 2020 ha raggiunto un fatturato di 600,5 milioni – non resta che continuare ad investire, a tappe forzate, in fotovoltaico, cogenerazione, idroelettrico. Per l’energia fotovoltaica Aqp ha in cantiere la progettazione e realizzazione, entro il 2024, di 135 impianti da installare sulle coperture delle vasche dei depuratori sparsi nella regione. Gli investimenti totali ammontano a 33,5 milioni e la potenza da installare raggiungerà su base annua, a regime, 45 Gwh, di cui 13,5 per l’autoconsumo e 31 da mandare in rete. Grazie a tutto ciò nel 2024, a regime, l’energia prodotta in proprio salirà dal 5 al 20% del fabbisogno. Nei piani di risparmio energetico e di utilizzo di fonti rinnovabili – la produzione di energia elettrica che ne è derivata è raddoppiata nel triennio 2018/2020 - vi è anche la cogenerazione a biogas da fanghi di depurazione. Per questo la Spa punta alla realizzazione di questo genere di impianti su 32 strutture di depurazione con digestione anaerobica per complessivi 5 Mw di potenza e investimento stimato per 20 milioni. La produzione attesa nel 2025 è di 30 GWh anno . Anche il potenziamento delle centrali idroelettriche è tra le priorità di Aqp. Aqp ha già in esercizio 6 centrali idroelettriche e ne prevede altre 4. Da tutti questi interventi l’azienda si attende 95-100 Gw , un quinto dei 545 complessivi di fabbisogno energetico annuo. «In questo momento di costi energetici molto alti – spiega ancora Laforgia – c’è grande convenienza ad andare in autoconsumo, ma dobbiamo studiare ogni mossa in funzione della tariffa perchè non ci penalizzi. Potremmo costituire anche una società ad hoc per la produzione di energia elettrica:  ne stiamo studiando la convenienza».Politiche energetiche a parte, altri investimenti per 82 milioni sono previsti, fino al 2023, per il risanamento delle reti che perdono quasi 100 milioni di mc l’anno.

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