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Acquisti in Borsa su Dufry. Conti in forte ripresa e passi avanti su Autogrill

I dati della semestrale beneficiano del ritorno del turismo mondiale. Il trasferimento del 50,3% del gruppo italiano atteso entro il terzo trimestre

di Giuliana Licini

(Reuters)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Dufry brilla alla Borsa di Zurigo, grazie alla netta ripresa segnata nel primo semestre, in particolare nei ricavi, e mentre «avanza come previsto» l’operazione di fusione con Autogrill annunciata un mese fa. Il gruppo, che gestisce 2.300 negozi duty free o duty paid in aeroporti, stazioni e navi in 66 Paesi, grazie alla ripresa del turismo mondiale ha registrato nel primo semestre un fatturato di 2,92 miliardi di franchi, più che raddoppiato rispetto agli 1,2 miliardi dello stesso periodo del 2021, con un utile operativo di 152 milioni contro la perdita di 368,5 milioni dello scorso anno e un risultato netto di competenza negativo per 17,6 milioni (dopo un risultato finanziario di -129,5 milioni), contro il rosso di 499,2 milioni del 2021. Il fatturato resta peraltro di circa il 30% al di sotto dei livelli del 2019.

«Nonostante tutti gli attuali eventi, la ripresa dei ricavi è maggiore del previsto. Associata al continuo controllo dei costi va a sostegno di solidi risultati semestrali, mentre continua un approccio vigile», indica la società. Dopo il pesante impatto della pandemia, «abbiamo registrato uno slancio positivo negli ultimi mesi, con una solida performance a giugno, pari all’85,5% dei livelli di ricavi del 2019 e di circa il 90% per luglio a valute costanti. Regioni come il Nord America l’America Centrale e i Caraibi e anche alcuni Paesi dell’Europa del Sud e del Mediterraneo hanno un andamento in linea o superiore a quello del 2019», ha dichiarato il ceo di Dufry Xavier Rossignol, citato in un comunicato. Quanto all’operazione con Autogrill, il ceo ha sottolineato che il «gruppo è sempre più entusiasta dalle opportunità che lo attendono, mentre la transazione avanza come previsto».

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Dufry prevede che il primo passo della transazione, cioè il trasferimento della quota del 50,3% di Autogrill da parte di Edizione alla società elvetica, avvenga entro il terzo trimestre, previa l’autorizzazione dall’assemblea dei soci del 31 agosto. A livello geografico, l’area Europa, Medio Oriente e Africa, la principale per l’attività di Dufry, ha registrato nel semestre un fatturato di 1,46 miliardi di franchi contro 376 milioni lo scorso anno, pari al 78% rispetto al 2019. In Asia-Pacifico i ricavi hanno totalizzato 55,4 milioni contro 52,1 milioni, pari al 16,3% del 2019, risentendo delle restrizioni anti-Covid (Cina in particolare) ancora in vigore nella regione. Nelle Americhe il fatturato è raddoppiato a 1,3 miliardi da 638 milioni, pari all’82% del 2019. Il debito netto ammonta a 2,9 miliardi a fine giugno contro 3,1 miliardi a fine dicembre 2021 e inferiore anche al dicembre 2019 (3,1 miliardi). Guardando avanti, Dufry vede «una forte domanda e trend positivi in tutti i principali indicatori». Tuttavia «resta vigile, data la limitata visibilità del contesto geo-politico, degli sviluppi legati alla pandemia, della situazione economica e del sentiment dei consumatori». Secondo gli analisti di Ubs, che assegnano un giudizio "neutrale" al titolo con un target price di 46 franchi, i risultati vanno a sostegno del titolo nel breve termine, ma l’aumento dei rischi macro nel secondo semestre e nel 2023 andranno in parte a controbilanciare tale supporto.

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