il riassetto del biscione

Mediaset, nasce holding per costruire il polo tv europeo. Sede legale in Olanda

di Andrea Fontana e Flavia Carletti


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(ANSA )

4' di lettura

Via alla super holding olandese targata Biscione. I cda di Mediaset e Mediaset Espana hanno approvato di proporre ai rispettivi azionisti la creazione di una nuova capogruppo attraverso una fusione di Mediaset e Mediaset Espana con e in Mediaset Investment NV, holding olandese che sarà rinominata MFE - Mediaforeurope NV. La holding sarà quotata a Milano e a Madrid, ma la sede fiscale sarà in Italia. Nell'ambito del riassetto ogni azionista Mediaset riceverà una azione Mfe per ogni titolo posseduto. Ogni socio Mediaset Espana - invece- riceverà 2,33 azioni della nuova holding per ogni titolo posseduto. Le azioni proprie detenute dalle due società non saranno oggetto di scambio e saranno cancellate alla data della fusione. È previsto che le assemblee per approvare l’operazione si tengano il prossimo 4 settembre. Con il riassetto Fininvest avrà il 35,43% di Mfe, ma oltre il 50% dei diritti di voto. Simon Fiduciaria si diluirà al 15,39%, Vivendi al 7,71% e il mercato al 41,47%.

Dividendo di 100 milioni e rsiparmi fino a 110 mln entro il 2023
Entrando nel dettaglio del riassetto, la fusione di Mediaset e Mediaset Espana in Mfe dovrebbe consentire il conseguimento di efficienze e risparmi di costi per un ammontare complessivo pari a circa 100-110 milioni (prima delle imposte) nei prossimi 4 anni (dal 2020 al 2023), corrispondenti ad un net present value di circa 800 milioni di euro. La nuova holding olandese che controllerà Mediaset e Mediaset Espana distribuirà un dividendo post fusione di 100 milioni di euro e avvierà un piano di acquisto di azioni proprie per totali 280 milioni di euro. I 280 milioni di euro rappresentano l’importo complessivo massimo (da ridurre dell’importo complessivo necessario per acquistare le eventuali azioni oggetto di recesso) e gli acquisti potranno avvenire fino ad un prezzo massimo per azione di 3,4 euro.

Tetto da 180 milioni per il recesso, ma Vivendi può far saltare il banco
La fusione di Mediaset e Mediaset Espana nella holding olandese Mfe ha tra le condizioni il fatto che le richieste di recesso da parte degli azionisti non superino l'ammontare massimo di 180 milioni di euro: agli azionisti Mediaset che non concorreranno all'approvazione della delibera assembleare di fusione spetterà infatti il diritto di recesso che prevede il riconoscimento di 2,770 euro per ogni azione detenuta. Nel caso degli azionisti Mediaset Espana il recesso è di 6,5444 euro.Ma il riassetto può, numeri alla mano, essere bloccato da Vivendi e da Simon Fiduciaria. E' quanto ricostruito da Radiocor attraverso fonti finanziarie. Se anche solo i francesi esercitassero il diritto di recesso sulla propria quota (9,6%), l'ammontare complessivo da riconoscere a Vivendi (circa 300 milioni) sarebbe ben superiore al tetto massimo di 180 milioni di euro indicato come condizione sospensiva dell'operazione. La differenza tra le richieste e quanto Mediaset è disposta a pagare sarebbe ancora superiore se anche Simon esercitasse lo stesso diritto a recedere. Lo stop al riassetto sarebbe dunque una naturale conseguenza a meno di una improbabile rinuncia da parte di Mediaset a quella condizione sospensiva. Tuttavia, secondo quanto spiegano le stesse fonti, una mossa di questo tipo da parte di Vivendi esporrebbe da una parte a rischi legali, in quanto dovrebbe essere ritenuto in violazione del provvedimento Agcom dell'aprile 2017, e dall'altra a un rischio economico. Lo stop all'operazione infatti potrebbe avere effetti negativi sui titoli Mediaset, o quantomeno neutrali mantenendo le quotazioni ai livelli attuali, impedendo così a Vivendi di recuperare almeno parzialmente la minusvalenza teorica che sta attualmente realizzando sull'investimento in Mediaset. Nella nuova entità, che nascerebbe dalla fusione di Mediaset e Mediaset Espana in Mfe, Vivendi avrebbe il 7,71% e Simon il 15,39%. Ai valori attuali la capitalizzazione della nuova Mfe sarebbe di circa 4,2 miliardi.

Pier Silvio Berlusconi, nessuna delocalizzazione, vogliamo altri alleati
«Non ci sarà nessuna delocalizzazione, tutte le attività della società italiana e della società spagnola, restano in Italia e Spagna. La sede fiscale delle due società restano in Italia e in Spagna. La holding ha sede in Olanda», ha commentato Pier Silvio Berlusconi, ad di Mediaset, presentando il progetto Mfe-mediaforeurope. E ha aggiunto: «Mediaset vuole guardare avanti e vuole crescere. Se ce la farà dipende da tante variabili. Mediaset è italiana e si lancia verso una nuova avventura internazionale. Tirare a bordo altri alleati è una cosa in cui credere».

Per Marina Berlusconi l'operazione è un orgoglio per l'Italia
Marina Berlusconi, presidente Fininvest ha così commentato la nascita della super holding Mfe: «Per il gruppo Fininvest questo è un giorno da ricordare, e con grande orgoglio. Mediaset, la televisione, cioè l'attività da cui siamo nati e che è alla base dei nostri successi compie, in linea con gli impegni assunti da
mio fratello Pier Silvio, il primo passo per la nascita di un broadcaster paneuropeo. Dimostrando in tal modo di saper reagire da protagonista alle
trasformazioni di un mercato sempre più globale e competitivo».

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